Grandi riformatori assassinati (1 parte)

Il potere delle banche è incredibile, un sistema perfetto che purtroppo è  impossibile da fermare.Qualche grande riformatore in passato ci ha provato e …ci ha lasciato le penne. Quello che mi da enormemente fastidio è che nessun programma delle tv principale, ne parli. A mio avviso è fondamentale capire l’enorme potere bancario perchè poi i politici dipendono da loro, sono in poche parole i loro “camerieri”.

da  EUROSCHIAVI- Marco Della Luna e Antonio Miclavez (Arianna Editrice)

Non pensiate che nessuno si sia accorto,tra i grandi statisti della storia,dell’arcano del debito pubblico e del devastante potere che le banche hanno sui popoli.Il fatto è che chi osa togliere alle banche la loro grande fonte di potere e profitti gratuiti,viene sovente ucciso.Del resto è comprensibile che il sistema bancario possa uccidere per denaro.Si fanno guerre per interessi economicamente molto minori.

Napoleone disse: “Quando uno Stato dipende per il denaro dai banchieri ,sono questi stessi e non i capi dello Stato che dirigono le cose, siccome la mano che da sta sopra a quella che prende…i finanzieri sono senza pattriottismo e senza decoro”.

Karl Marx osservò,nel Manifesto Comunista: “Il denaro gioca la principale parte nel determinare il corso della storia”.

Mayer Anselm Rothschild,fondatore della House of Rothschild, disse: “Permettermi di emettere e gestire la moneta di una nazione,e me ne infischio di chi ne fa le leggi”.

I Rithschild Brothers di Londra scrissero a loro soci di New York nel 1863:

“I pochi che capiscono il sistema saranno o tanto interessati nei suoi profitti o tanto dipendenti dai suoi favori che non ci sarà opposizione da quella classe; mentre dall’altro il grosso della popolazione,mentalmente incapace di comprendere il tremendo vantaggio che il capitale trae dal sistema ,ne porterà l’onere senza dolersi e forse senza nemmeno sospettare che il sistema è contrario al suo interesse”.

E il 20esimo presidente degli USA, James A.Garfield,pure assassinato, dichiarò che chiunque controlli il money supply è padrone dell’economia e del paese intero.

Nel 1920 ,Sir Josiah Stamp, presidente della Bank of England,manifestava consapevolezza che le banche hanno il potere di creare dal nulla potere di acquisto,quindi di comperare tutto.

Reginald McKenna,Chairman della Midland Bank,nel 1924 diceva ai suoi azionisti che l’opinione pubblica non gradirebbe sapere che le banche creano denaro dal nulla e che chi controlla il credito di una nazione ne controlla le scelte politiche.

In una mozione del 1964,Henry Kerby, deputato britannico,sollecitava il ritorno allo Stato della sovranità monetaria e l’emissione di denaro esente da debito,con cessazione immediata della creazione di mezzi di pagamento da parte di privati e generanti debito.
Il fatto che le banche creino credito dal nulla è pure noto da tempo.Dovremo peraltro precisare questo punto dalla creazione dal nulla del denaro o del potere di acquisto- perchè non si tratta di creazione e non avviene dal nulla.Henry Ford,realisticamente,si compiace che la gente non sappia come funziona il sistema,altrimenti scoppierebbe una rivoluzione.

Tutt’altro genere umano,medesima consapevolezza,ritroviamo in Lev Tolstoj: “Il denaro è una nuova forma di schiavitù,diversa dalla vecchia solo per il fatto che è impersonale-che non vi è relazione umana tra padrone e schiavo”.

Ma per trovare autorevoli sostegni in favore in una riforma monetaria di questo tipo possiamo rivolgerci anche a grandi,grandissimi pensatori e statisti,come Thomas Jefferson-Andrew Jackson-Abraham Lincoln-certamente non tacciabili di nazismo, delle cui idee liberali e antistataliste,e sopratutto anticollettiviste,raramente si parla nelle scuole e nelle università,per quanto esse siano ben piu penetranti e rilevanti per la politica vera delle dottrine di autori di cui in Italia si fa un grande ed esagerato parlare-mi riferisco a Gramsci, Sturzo-La Pira, come se questi autori avessero capito a fondo che cos’è e come opera il potere.In realtà,essi, del potere,non avevano nemmeno intuito i fondamenti.
Abbiamo già citato Thomas Jefferson,che teorizzò e propugnò tesi liberali in materia monetaria.Egli,nel 1791, affermò: “Per preservare la nostra indipendenza,non dobbiamo lasciare che i nostri governanti ci gravino di un debito perpetuo.Se incorriamo in tali debiti,saremo tassati nel nostro cibo e nelle nostre vivande, nelle nostre necessità quotidiane e nelle nostre comodità,nel nostro lavoro e nei nostri svaghi.Se possiamo impedire allo Stato di sprecare il lavoro del popolo sotto la pretesa di assisterlo,il popolo sarà felice.

Jefferson scrisse a James Monroe (poi presidente nel periodo 1817-25) nel gennaio 1815: “La dominazione che gli istituti bancari hanno ottenuto sulle menti dei nostri cittadini…deve essere spezzata,o essa spezzerà noi”. Nel 1816,Jefferson scrisse a John Madison (quarto presidente, 1841-45):
“Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di gestire l’emissione della sua moneta ,allora, alternando inflazione e deflazione,le banche e le società finanziarie che cresceranno intorno a esse spoglieranno il popolo di ogni proprietà,sinchè i suoi figli si sveglieranno senza un tetto nel continente che i loro padri conquistarono…Credo che le istituzioni bancarie siano piu pericolose per la nostra libertà che eserciti in armi…il potere di emissione dovrebbe essere tolto alle banche e restituito allo Stato,a cui esso propriamente appartiene.

Grandi riformatori assassinati (1 parte)ultima modifica: 2011-05-27T17:40:06+02:00da anglotedesco
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