CRISI GRECA.L’ira infinita di Achille (2 parte)

Riassumiamo la situazione in Grecia.
Con l’ingresso nell’Euro,il paese ellenico ha perso il 30% di competitività economica,nel 2008 aveva un debito pubblico del 120% e ora tende al 150%.Il sistema bancario era sano, ma l’esplosione del debito e del deficit pubblico ha messo in ginocchio l’intero paese.Anche il sistema bancario,bersagliato ora da una fuga di capitali e di depositi simile a quella irlandese.L’intero paese è in default e il sistema bancario non può piu trovare finanziamenti sul mercato.Le resistenze tedesche al salvataggio della Grecia e la pressione per scaricarne il costo sulle banche sta mettendo in crisi il sistema  finanziario europeo,banche tedesche comprese,il rifiuto di adottare titoli di debito continentali lascia esposti all’attacco speculativo quelle nazionali.
Su un articolo di COMEDONCHISCIOTTE un uomo racconta che un suo amico è un funzionario pubblico.Gli hanno aumentato il prelievo fiscale sullo stipendio, ridotto lo stipendio stesso del 20% poi del 30% ora  del 40%.Purtroppo molte famiglie sono in mezzo alla strada senza lavoro e senza casa.C’è chi dice che presto sarà cosi anche in Italia.Per il momento le nostre banche reggono ma non c’è un limite di tempo anche perchè per uscire dall’euro, che sarebbe la cosa migliore, è quasi impossibile.
Intanto ieri dopo sette ore di vertice,sono stati decisi altri 109 miliardi di aiuti per Atene oltre ai 110 miliardi stanziati in occasione della prima tranche.I mercati hanno creduto fin dal primo pomeriggio all’intesa tra i leader dell’Eurozone e hanno infiammato le borse.Il salvataggio della Grecia passerà attraverso un allungamento del debito a tassi ribassati e una consistente riduzione dell’indebitamento greco che ammonta a 350 miliardi di euro.
Tutto questo cosa vuol dire? Che per i cittadini della Grecia saranno dolori perchè dovranno tagliare tutto: stipendi, sanità, si perderanno altri milioni di posti di lavoro e presto in Italia arriveranno anche i greci.

Pubblico in due parti questo articolo preso da l’Internazionale ,una delle riviste migliori in circolazione. 

da INTERNAZIONALE numero 905-di Nikos Konstandaras, Kathimerini 

ANNI DI STABILITA’

 

Forse i greci sono solo aggressivi e,per loro natura,incapaci di evitare le divisioni.In tutti questi anni,però,abbiamo sprecato la pace.Dopo la fine della dittatura dei colonnelli,abbiamo avuto 37 anni di prosperità senza precedenti,ma il nostro sistema politico bipartico non è ancora riuscito a mettere a frutto questa stabilità.Anzi, ha alimentato i contrasti.Quando i due partiti piu grandi del paese,i socialisti del Pasok e i conservatori di Nea Domecratia,si alternano al governo con tanta frequenza,le ideologie e le istituzioni sono messe a dura prova.La politica resta un affare privato ed è impossibile sorvolare sulle debolezze dei suoi protagonisti.Il partito che conquista il potere propone riforme in cui non crede,mentre il principale partito dell’opposizione (che magari è stato il primo a proporre quei cambiamenti quando era ancora al potere) la contrasta con una lotta spietata.I partiti piu piccoli restano in genere fuori dal governo e hanno perfezionato il loro ruolo di critica compiaciuta a chiunque detenga il potere.Il risultato è una cultura politica in cui il compromesso è equiparato al tradimento e il dialogo è impossibile.Quando la verità sta da ogni parte e ogni schieramento difende l’unica causa giusta (la sua),si mette in discussione il concetto di responsabilità e di coscienza a livello sia personale sia collettivo.Per questo i greci non si fidano delle istituzioni e vedono confermata la loro idea che i cittadini resteranno privi di protezione a meno che non trovino qualcuno in grado di difenderli o di prendere la situazione in pugno.
Oggi stiamo combattendo per la nostra soppravvivenza.La posta in gioco non è un affare privato, ne per i dirigenti di partito ne per le migliaia di indignati che si radunano ogni sera in piazza Syntagma.Gli interrogativi piu importanti a cui dobbiamo rispondere riguardando il modo di rendere la nostra economia sostenibile senza rinunciare ai valori della democrazia e il modo in cui tratteremo con i nostri vicini europei per trovare soluzioni che diano speranza a tutti i paesi sull’orlo della bancarotta.
In queste battaglie saranno utili sia il tenace egoismo di Agamennone sia il furioso orgoglio di Achille,ma alla fine sarà meglio seguire il consiglio del poeta guerriero Archiloco:fare tutto il necessario per sopravvivere oggi in modo da poter combattere nuovamente domani.
 

 

CRISI GRECA.L’ira infinita di Achille (2 parte)ultima modifica: 2011-07-22T19:03:01+02:00da anglotedesco
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