CARLO PETRINI:il libro sulla morte di Donato Bergamini è stato un buco nell’acqua (1 parte)

Sette o otto anni fa scrissi una lettera (se la trovo la pubblico) a Domizio Bergamini,padre di Denis;non fu difficile trovare l’indirizzo perchè basta andare sulle pagine bianche online e salta fuori.Mi rispose ringraziandomi della lettera perchè per lui ricevere lettere da gente che non crede al suicidio,gli fa sempre piacere.
Il libro “IL CALCIATORE SUICIDATO” è molto bello, un’inchiesta giornalistica che ripercorre la vita di Donato “Denis” Bergamini.L’inchiesta fu fatta in maniera frettolosa e ai genitori di Donato raccontarono un sacco di cazzate convincendoli che si trattò di suicidio.
Dopo 22 anni la procura di Castrovillari ha chiesto al gip di riaprire l’inchiesta sulla morte di Bergamini e cosi ho deciso di pubblicare,in due parti, prese dal libro di Carlo Petrini,
SENZA MAGLIA E SENZA BANDIERA (Kaos).

da SENZA MAGLIA E SENZA BANDIERA -Carlo Petrini (Kaos)

Quando decisi di scrivere un libro sulla morte di Donato Bergamini,il centrocampista del Cosenza “suicidato” in Calabria il 18 novembre 1989,sapevo che avrei fatto un buco nell’acqua.E così è stato.Nonostante nel libro abbia dimostrato,attraverso fatti,documenti e testimonianze ,che quel povero ragazzo non morì per suicidio nè per un “incidente”,tutto è rimasto come prima.Anche perchè i mass media hanno fatto finta di niente.Figurarsi:Bergamini non era mica un campione di serie A! E chi se ne frega se la magistratura ha fatto un pasticcio (prima ha dato credito alla tesi del suicidio,dopo l’ha fatto diventare omicidio colposo,ma alla fine i giudici hanno assolto l’imputato, per cui in pratica non c’è neanche una versione ufficiale giudiziaria):Donato non era un politico o un industriale,e i Bergamini non sono mica una famiglia potente! Chi se ne frega se quel ragazzo è morto senza che si sappia perchè,senza che sia stata fatta verità nè giustizia:vale il detto chi muore giace e chi vive si dà pace.
Dei tre quotidiani sportivi,l’unico che ha dedicato un pò di spazio alla faccenda è stato Tuttosport,pubblicando anche una dichiarazione di Michele Padovano (all’epoca dei fatti compagno di squadra di Bergamini).Ecco il testo dell’articolo:

“Un libro scritto da Carlo Petrini,ex giocatore anni Settanta di Milan e Torino,riapre il caso Donato Bergamini detto Denis,centrocampista del Cosenza trovato morto il 18 novembre 1989 sulla statale 106 Ionica,investito da un camion che,secondo la testimonianza dell’autista ,trascinò il corpo per 60 metri.Il libro indaga su un’inchiesta quantomeno strana.Secondo Petrini,gli investigatori non fecero accertamenti e liquidarono la pratica come un suicidio;due funzionari di polizia,contattati da un informatore,rivelarono alla famiglia Bergamini che si trattò di omicidio (i due vennero poi trasferiti);l’archiviazione per suicidio si basò sulla testimonianza della ex fidanzata di Denis,una certa Isabella,che presenterebbe contradizioni e lacune.
In quella stagione,Donato Bergamini era una specie di fratello maggiore del giovane Michele Padovano ,all’epoca 23enne di belle speranze (…).Se gli chiedi di Bergamini,a distanza di quasi dodici anni,padovano non ha dubbi: “La mia opinione conta poco, ma sicuramente non si è suicidato”.Perchè tanta sicurezza? “Perchè ero con lui fino alle 4 del pomeriggio.E fino a un attimo prima di salutarci si parlava di donne.Eravamo i due scapoli della squadra,le serate le facevamo insieme.Ora,se uno sta per suicidarsi,noti qualche squilibrio mentale,dovresti vederlo depresso.E lui quel giorno non lo era”.All’epoca si parlava di strani personaggi che stavano vicini,probabilmente troppo vicini,al Cosenza… “Nel calcio sei sempre circondato di personaggi,come dire, particolari.Ma Denis era uno benvoluto da tutti e noto per le sue discrezione…Quando la notizia arrivò alla squadra,tutti quanti cademmo dalle nuvole.Per me fu una mazzata.Era la terza stagione che passavamo insieme.Denis mi aveva aiutato a superare un periodo difficile,nell’estate precedente, quando ero convinto di finire alla Fiorentina e invece tutto sfumò…Quando ci dissero che era morto, fummo travolti dalla tragedia.Io feci fatica a superarla,non riuscivo a farmene una ragione”.Ma cosa può essere veramente accaduto quel giorno sulla statale Ionica? “Lo sa solo la ragazza (l’ex fidanzata Isabella).E mi dispiace che i suoi genitori,che sono persone serie, non mi abbiano voluto credere”.
Sempre secondo il libro di Petrini ,l’ex factotum del Cosenza Alfredo Corrente telefonò avrebbero raccontato la verità riguardo alla morte in un incidente stradale, sempre sulla statale 106.Ultima annotazione:Padovano ha chiamato suo figlio Denis”. ARTICOLO DI GIANLUCA SCADUTO, “TUTTOSPORT”, 4 ottobre 2001

Per il resto, i maggiori giornali (e non parliamo delle televisioni) se ne sono fregati.(Unica eccezionale il settimanale “L’Espresso ,con un bell’articolo di Peter Gomez).
E’ successo cioè proprio quello che avevo scritto:i giornalisti sono troppo impegnati a leccare il culo del potere pallonaro e dei suoi divi,per occuparsi di un qualunque giocatore di serie B morto ammazzato sotto un camion.E poi è meglio stare alla larga da una storiaccia che fa venire fuori l’ambiente del calcio professionistico per quello che è veramente:cioè un mondo fatto di omertà ,di partite combinate,di casini finanziari,e al Sud di collusioni con la criminalità organizzata ,di droga,intimidazioni e ricatti, e perfino di qualche calciatore finito nel giro della cocaina.Tutte faccende che hanno fatto da premessa e da cornice alla morte di Bergamini,come ho raccontato nel libro.
 

CARLO PETRINI:il libro sulla morte di Donato Bergamini è stato un buco nell’acqua (1 parte)ultima modifica: 2011-07-23T21:33:38+02:00da anglotedesco
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