I danni che hanno fatto in America Latina,BANCA MONDIALE e FMI (1 parte)

Vedo che ogni tanto gli utenti lasciano i commenti.Penso di essere stato chiaro:io non leggo i commenti anonimi,non li cancello ma neanche li guardo e dunque vi consiglio di scrivermi all’indirizzo email che ho indicato sopra.

Parliamo del post. Mi farebbe piacere che Fabio Scacciavillani ogni tanto si prendesse la briga di parlare della Banca Mondiale sopratutto del Fondo Monetario Internazionale visto che ci ha collaborato per diverse tempo.Questa dimostra ,per l’ennesima volta, che il Fatto Quotidiano non è cosi libero come ci vogliono far credere  nelle decine e decine di video che si trovano in rete.Certi tasti meglio non toccarli.

La Banca Mondiale e il FMI partono sempre con l’illudere la gente che i loro sono progetti per a favore dei piu poveri ,in realtà beneficiano pochi ricchi.I mercenari del Fondo mOnetario Internazionale pur di difendere i loro interessi diventano anche piromani sopratutto in Africa e controllano che nessun speculatore finanziario perda il suo investimento iniziale.La Banca Mondiale invece di proteggere le popolazioni locali dallo sfruttamento della manodopera,dai disastri ambientali,dal rischio d’impoveramento del territorio pensano solo ad avvidare gli imprenditori occidentali per i pericoli che possono derivare nell’investire nei paesi del terzo mondo.
I paesi del Terzo Mondo ricevono prestiti esagerati e questo li espone a una serie di rischi legati al possibile aumento dei tassi d’interesse o un’eventuale diminuzione del reddito.Spesso il paese debitore viene accusato di aver contratto un prestito troppo gravoso però bisognerebbe prendersela anche con chi glieli concede senza avvisare a cosa vanno incontro e in questo FMI e Banca Mondiale sono maestri..

In questo pezzo che pubblico in due parti ,Perkins ci parla della Bolivia e dell’acqua perchè queste due associazioni criminali sanno sfruttare anche quella per arricchirsi e rovinare milioni di persone. 

da da LA STORIA SEGRETA DELL’IMPERO AMERICANO-John Perkins (Minimum fax) 

BOLIVIA:LA BECHTEL E LA GUERRA DELL’ACQUA

La Bolivia,come l’Ecuador e il Venezuela,iniziò XXI secolo protestando contro le corporation straniere che saccheggiavano le sue risorse.Manifestazioni,boicotaggi e scioperi fermarono le attività commerciali per le vie di La Paz e di molte altre città.Sebbene la rivolta fosse  capeggiata da leader aymarà e quechua,le popolazioni indigene non erano sole:avevano il sostegno di sindacati e organizzazioni civili.
A differenza dell’Ecuador e del Venezuela,però, la causa immediata dei disordini non era il petrolio,bensì l’acqua.Negli anni Novanta era diventato piu evidente che l’acqua sarebbe stata ben presto una delle risorse piu preziose del pianeta.Le corporation sapevano bene che controllando le forniture idriche avrebbero potuto manipolare economie e governi.
A scatenare la sommossa in Bolivia furono,ancora una volta,la BANCA MONDIALE e l’FMI (Fondo monetario Internazionale).Nel 1999 le due organizzazioni fecero pressioni sul governo boliviano perchè vendesse la rete idrica pubblica della terza città del paese per grandezza,Cochamba,a una consociata della Bechtel,nell’ambito di un nuovo ciclo di SAP.Cedendo alle insistenze della Banca mondiale,la Bolivia acconsentì inoltre ad accollare i costi della fornitura idrica a tutti i consumatori,a prescindere dalla loro condizione economica;un atto contrario alle tradizioni indigene,secondo le quali tutti hanno un diritto innato all’acqua,che possano o meno.
Quando seppi che la Bolivia era caduta in quel tranello dei sicari dell’economia,fui tormentato dai sensi di colpa;la politica dell’EPP (Every -Person-Pay, “tutti devono pagare) era un approccio tariffario che avevo contribuito a formulare a metà degli anni Settanta.A quel tempo l’idea si applicava sopratutto alle tariffe elettriche ed era considerata innovativa.Contraddiceva un presupposto fondamentale di gran parte dei piani tariffari a favore delle regioni povere applicati fin dagli anni Trenta,come quelli adottati dalla Rural Electrification Administration (REA) negli Stati Uniti,secondo cui fornire a tutti servizi come l’elettricità ,l’acqua e le fognature era essenziale per la crescita economica generale,anche se si doveva ricorrere a sovvenzioni.Sull’esempio della REA, numerosi paesi avevano applicato con ottimi risultati questa teoria.Nonostante i successi,però,la Banca Mondiale aveva deciso di sperimentare un sistema totalmente diverso.
Come economista capo di una società ingaggiata per promuovere capo di una società ingaggiata per promuovere le politiche della Banca negli anni 70,fui incitato a sviluppare modelli econmetrici volti a dimostrare la validità del nuovo approccio.Con l’econometria è facile giustificare quasi tutto e io disponevo di un brillante staff di economisti,matematici ed esperti finanziari,perciò,da un punto di vista tecnico,non avevo problemi.Tuttavia c’erano due questioni che mi tormentavano.La prima,e la piu ovvia,perciò,da un punto di vista tecnico, non avevo problemi.Tuttavia c’erano due questioni che mi tormentavano.La prima,e la piu ovvia,era quella morale.La seconda era di carattere pragmatico:il riconoscimento che la vecchia teoria si era sempre dimostrata efficace.Quindi, mi chiedevo,perchè cambiare,perchè rischiare di accrescere la povertà e il disagio sociale,per far pagare tutti?
La risposta era semplice:se tutti avessero dovuto pagare quei servizi,le aziende sovvenzionate dallo stato si sarebbero trasformate in redditizie “vacche da mungere”,pronte per essere privatizzate (come avrei scoperto successivamente in Bolivia alla COBEE).La politica di far pagare tutti era frutto della stessa mentalità che aveva prodotto i prestiti per la creazione di infrastrutture che andavano a tutto vantaggio delle società edili straniere e dei ceti abbienti locali, lasciando i poveri con nient’altro che un mare di debiti.
Intanto,il governo della Bolivia aveva ancora a che fare con la corporatocrazia.La Bechtel non intendeva rinunciare senza combattere alla sua vacca da mungere,nè creare un precedente che avrebbe potuto incoraggiare altri paesi a seguire l’esempio della Bolivia.In un classico caso che dimostra come la corporatrocrazia non esiti a manipolare il diritto internazionale pur di conseguire i propri obiettivi,la Bechtel coinvolse una delle sue holding in Olanda:sulla base di un Trattato Bilaterale sugli Investimenti (BIT) del 1992 tra l’Olanda e la Bolivia (dal momento che non ne esistevano tra gli Stati Uniti e la Bolivia) ,la consociata olandese fece causa ai boliviani per 50 milioni di dollari,la metà dei quali per i profitti persi a causa degli “Investimenti espropriati” e l’altra ,età come risarcimenti danni.
Questa incredibile storia di intrighi,avidità e insensibilità da parte di una corporation è stata largamente ignorata dai mass media statunitensi,ma non dalla stampa latinoamericana.Seguendo gli articoli riportati nei loro siti web,continuavano a pensare alla BEE.Mi tornò in mente che i principali dirigenti e tecnici della piu potente azienda elettrica della Bolivia-quella che forniva l’elettricità sia al palazzo presidenziale che al quartier generale dell’esercito -erano in maggioranza cittadini di altri paesi (Stati Uniti,Gran Bretagna,Argentina,Cilè ,Perù e Paraguay).Mi resi conto che questa dipendenza dagli stranieri era una strategia volta a garantire che l’azienda non sarebbe mai stata nazionalizzata.
Scoprìì anche la Leucadia non era piu proprietaria della COBEE.La società elettrica era stata acquistata e venduta diverse volte dai primi anni Novanta,sempre da corporation straniere che avevano tutte fama di lucrare su tali operazioni.Le vacche da mungere erano una buona cosa,ma le vendite rapide ad alto rendimento era ancora meglio,sopratutto se prendevano in contropiede le popolazioni locali.
 

I danni che hanno fatto in America Latina,BANCA MONDIALE e FMI (1 parte)ultima modifica: 2011-07-25T17:50:00+02:00da anglotedesco
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