Lega Nord dal libro L’ANNO DEI BARBARI (Giampaolo Pansa)

In questo weekend, pubblicherò dei pezzi presi dai libri L’ANNO DEI BARBARI (Pansa) e QUELLO CHE NON SI DOVEVA DIRE (Mazzetti che ricorda Enzo Biagi).

Qualche volta sono andato a Milano a vedere come la Lega lavora.Salvini, Iezzi e Bastoni si danno parecchio da fare e certe manifestazioni le trovo giuste come quella di ieri a pochi metri da Palazzo Marino in piazza della Scala.Ha ragione l’amico Andrea Taxi Libro quando dice che con Giuliano Pisapia, Milano diventerà la capitale delle privatizzazioni e già si vedono i primi risultati.Con la sinistra aumentano tasse e anche prezzi dei biglietti e purtroppo è una cosa che da fastidio anche a me visto che a Milano ci vado quasi tutte le settimane e per andare in centro mi tocca prendere la metropolitana.E poi l’aumento dell’addizionale Irpef e meno sicurezza togliendo le pattuglie con i militari. Con questa politica dello spalancare le porte a chiunque, in certi quartieri a Milano la presenza dei soldati è diventata indispensabile. Leggete quello che è successo in via Padova la scorsa notte:

da pagina 66 del CORRIERE DELLA SERA del 30/07/2011

Erano una cinquantina.Con bastoni ,cinture e cocci di bottiglia.Via Clitummo all’angolo con via Padova.Mancavano dieci minuti alle due di giovedi notte.Li ha visti una volante della polizia,quasi per caso.Gli agenti passavano in via Padova,hanno sentito le urla,si sono avvicinati.In strada,appunto, una cinquantini di immigrati perlopiù sudamericani e nordafricani.Gli stessi che abitano gran parte dei palazzi della casbah in via Padova.Qui, tra via Clitummo in via Arquà si concentra la gran parte della criminalità straniera già protagonista di pestaggi,omicidi e della rivolta di due anni fa.Nessuno sa cosa abbia scatenato la maxi rissa.L’altra notte la polizia è riuscita ad arrestare solo due partecipanti alla rissa,entrambi originari dell’Ecuador ma regolari in Italia:Maximiliano Sixto Quiroz Quimiz, 36 anni e Walter John Calle Mariscal di 27.Il primo,della rissa,si è spezzato un dito,mentre il secondo è stato medicato al Fatebenefratelli per diversi tagli superficiali al braccio destro.A terra gli agenti hanno trovato vetri,bottiglie e chiazze di sangue.Danni anche a due auto parcheggiate.Curiosamente nessuno degli abitanti aveva chiamato la polizia nonostante l’imponente rissa.Ma secondo un testimone lo scontro era cominciato da pochissimi minuti.Solo il caso,insomma, ha evitato conseguenze ben piu gravi.

Sindaco Pisapia:lei ci andrebbe a vivere con la sua famiglia in via Padova?

da L’ANNO DEI BARBARI- Giampaolo Pansa -Sperling & Kupfer Editori

L’UOMO DEL CAPPIO-16 marzo 1993

Bel altri simboli,invece, ci propose proprio in quei giorni la Lega di Bossi.E in Parlamento,nientemeno.Da uno degli scranni di Montecitorio presidiati dai 55 deputati agli ordini del capogruppo Marco Formentini,63 anni,un signore massiccio con un sorriso da squalo bonario,eletto a Milano e considerato il numero 3 del leghismo istituzionale,dopo Bossi e Miglio.
Ma prima di parlar di quel simbolo,bisogna riandare ad alcuni eventi che,in qualche modo, prepararono il clima giusto,la temperatura politico-umorale adatta all’esibizione della “cosa”.Eventi soltanto in apparenza verbali.Perchè mai come in quei frangenti,le parole ebbero sostanza di fatti perentori,di gesti segnati da una rabbia fredda.E anche da un disprezzo quasi sadico per chi andava considerato un avversario.E da un’idea della lotta politica come aggressività violenta.
Quei gesti furono tutti di un personaggio già incontrato in questo diario:il Mago Merlino del leghismo,ossia il professor Miglio.Un Miglio,scusate il bisticcio,al meglio (o al peggio) della propria forma.Un Miglio ormai perfettamente in orbita nella stratosfera della comunicazione politica,grazie a tre propellenti formidabili:un’intelligenza da vampiro ,una cultura da sotterrare tre quarti del Parlamento e nove decimi di noi cronisti, una voglia sfrenata,allegra, simpaticamente malvagia di stupire il prossimo.
Questo mago ,del tutto speciale e sempre capace di darti brividi d’angoscia,aveva ripreso a esternare con voluttà proprio nei giorni del mancato colpo di spugna.Il lunedi 8 marzo,interrogato da Giovannino Cerruti della Stampa,annunciò che,stante la situazione politica del paese,la Lega era senz’altro pronta a menare le mani.E se si tratterà di menare le mani, disse subito Miglio, “Siamo in condizione di sfondare molti portoni:all’uopo,arriveranno dalle vallate del Nord tutte le nostre legioni”.Non poteva esserci momento piu adatto a darsi da fare:”I sostenitori del vecchio regime non si sono resi conto che l’opinione pubblica è sdegnata e tutti i tentativi di colpi di spugna sono destinati a produrre scontri.Amato, poi, ha tendenze golpiste:usa la sua conoscenza della Costituzione per calpestarla.Bisogna armarsi, contro questi soggetti…”.
“E’ una metafora?” chiese,allarmato,Giovannino,intendo dire:lei parla per parlare,professor Miglio…E il Mago Merlino,prontissimo e furbo:”Si”.”Lei pensa che siamo in una situazione rivoluzionaria? “Prerivoluzionaria.La classe politica è coinvolta in un colossale caso di associazione a delinquere.Vedrete:presto ci finiranno dentro anche Forlani e il De Mita dell’Irpinia.I terroristi erano poche decine.I corrotti saranno 60, 90.000”.
Cerruti gli ricordò che, quello stesso giorno, a Milano erano accaduti tre fatti.Primo: gli insulti scagliati contro Amato dagli studenti della Bocconi.Secondo:una manifestazione davanti al Palazzo di Giustizia con la comparsa di un cartello che gridava: “Ai politici ladri non solo le manette, ma anche il cappio al collo”.Terzo:un sondaggio che affermava:i ferri ai polsi dell’ex portavoce di Forlani,Carra,per 63 milanesi su cento erano una cosa giusta.
Il Mago commentò: “Perbacco! Sono tutti segnali positivi di una situazione prerivoluzionaria.L’opinione pubblica ha capito di avere di fronte una classe politica di criminali.E noi della Lega siamo tanti:siamo la massa,determinata e compatta.Siamo il martello che spaccherà il sistema”.
Due giorni dopo,al Senato, Miglio si lasciò stuzzicare dai cronisti che gli chiedevano di commentare le parole pronunciate in aula da Amato,deciso a difendere il ministro Conso dal “linciaggio” post-colpo di spugna abortito.E il Mago,sogghignando ,ci offrì questa lezione da corso accellerato in storia delle rivoluzioni o delle rivolte:”Il linciaggio è la forma di giustizia nel senso piu alto della parola.La voglia di piazzala Loreto è una forma alta di giustizia.E c’è la giustizia dei legulei,che è il modo d’imbrogliare il prossimo.E c’è la giustizia popolare che si esprime nei moti rivoluzionari.Quando il sistema non garantisce piu giustizia,è il popolo che si riappropria del diritto di punire.Se questa classe politica di criminali non se ne va,si entra in una fase rivoluzionaria e allora i gesti rivoluzionari vanno compresi”.
Passò qualche altro giorno e il Mago si offrì a Luigi Manconi,per una lunga intervista alla Stampa,presentata ai lettori il 15 marzo.Anche qui cultura e disprezzo a gogò.Parole smaglianti e pensieri da brivido.Gli disse Manconi:”Dalle sue parole emerge una concezione della politica come malvagità…” E il Mago,felice:”Si.Che la politica sia maligna è del tutto normale, per un machiavelliano come sono io.Soltanto gli spiriti deboli credono che la politica sia il luogo  della collaborazione.La politica è il regno della sopraffazione”.
Manconi,allora, lo inzigò sul razzismo della Lega.E il Mago, impassibile, cominciò a mitragliare un’altra lezione: “Prima di tutto,dico che una tendenza razzista,cioè l’identificazione del nemico come appartenente a una stirpe diversa,è sempre stata presente nella lotta politica…”
Manconi, testardo, si provò a far traballare Miglio chiedendogli di una vecchia storia: qualche anno prima, Bossi aveva espulso dalla lega un omosessuale perchè omosessuale.Miglio si scompose,ma solo un tantino:”Gli omosessuali sono degli ammalati.La loro è una forma di malattia largamente diffusa,di tipo genetico.No, non possono essere considerati normali…”.Manconi lo incalzò: “Condivide la scelta di Bossi di espellerlo? Il Mago traccheggiò,poi si decise a rispondere: “No.Espellere dal movimento l’omosessuale,no, perchè non credo faccia danno.Da cariche di responsabilità si.Perchè è un debole,un ammalato e specialmente perchè tratta con i giovani”.
 

Lega Nord dal libro L’ANNO DEI BARBARI (Giampaolo Pansa)ultima modifica: 2011-07-30T19:38:28+02:00da anglotedesco
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