IL DEBITO PUBBLICO.Da: “ERA IL MIO PAESE” di Eugenio Benetazzo (1 Parte)

Il debito pubblico va spiegato in maniera semplice alla gente perchè purtroppo in pochi ci capiscono qualcosa.Con la moneta sovrana e con l’euro che non è di nessuno. Per anni,con la lira, ci dicono che si è speso troppo, però non ti dicono che per creare ricchezza per i cittadini lo stato deve essere a deficit ed è normale che per costruire ospedali, creare posti di lavoro, bisogna indebitarsi, è una cosa naturale. Guardate gli Usa e il Giappone.
Non possiamo stampare moneta, dobbiamo prendere in prestito l’euro dai mercati privati e siamo costretti ad indebitarci di piu.E cosa ci dicono? Che dobbiamo ridurre il debito pubblico tagliando i beni essenziali per i cittadini, per accontentare i banchieri criminali che comandano da Bruxelles.
C’è chi dice che gli stati devono tornare sovrani,con moneta sovrana , per sperare in un miracolo.Non so se è possibile e se sia la medicina giusta per guarire, il problema è stato entrare nell’euro, quello ci ha danneggiato e rimediare è difficilissimo e sarebbero anni durissimi. Dovevamo restare fuori ,chi non vi ha preso parte all’unione monetaria, non sta morendo di fame  e ricordiamoci che il nostro paese è tra i piu industrializzati al mondo e sarebbe sopravissuto senza questa moneta criminale.
L’alternativa a questa politica,potrebbe quella di seguire l’esempio dell’Islanda cioè con un default volontario e controllato,il cui il paese divide il debito in due parti: si garantisce la parte che si deve alle banche nazionali,mentre si ristruttura l’altra parte,quella dovuta alle banche straniere,il che significa che una percentuale vedrà rimborsata entro un certo periodo di tempo. Il problema è che noi non solo geograficamente ma anche come mentalità,siamo troppo diversi da finlandesi , viviamo ancora di stronzate vecchie come il mondo e abbiamo troppi ipocriti che rincoglioniscono la gente.
Questo libro di Eugenio Benetazzo è interessante anche se non sono d’accordo con lui al 100%.

da ERA IL MIO PAESE-Eugenio Benetazzo (Baldini & Castoldi)

La sua dimensione (il debito pubblico italiano) dal punto di vista quantitativo ormai supera i 1800 miliardi di euro.Questo montante di debito obbliga il nostro paese a pagare ogni anno oltre 80 miliardi di euro, che devono essere recuperati attraverso il ricorso alla fiscalità diffusa.In questi ultimi dieci anni chi ha governato (tanto a destra quanto a sinistra) non si è però mai preoccupato di ridimensionare il peso, di ridurlo, di implementare manovre economiche volte al miglioramento della spesa pubblica proprio perchè grazie all’euro poteva su di un onere di rifinanziamento veramente molto modesto.Il ricorso al debito ha consentito a chi ha governato di continuare ad accontentare tutto e tutti,senza preoccuparsi delle esigenze di miglioramento dei conti pubblici,poichè continua a indebitarsi produceva costi aggiuntivi marginalmente modesti. Oggi invece,a causa della crisi del debito sovrano,siamo costretti a dover rivedere completamente la possibilità di utilizzare il ricorso al debito pubblico come strumento macroeconomico del paese.Quanto è accaduto alla Grecia nel corso del 2010 e del 2011 fa comprendere il rischio che corre un paese nel momento in cui non solo la dimensione del suo debito pubblico diventa un fardello insopportabile,ma sopratutto quando il tenore di crescita della sua economica mondiale oltre la metà del suo debito è detenuta da soggetti non  residenti.Quest’ultima considerazione e di fondamentale importanza per capire l’essenza della crisi del debito sovrano e i possibili disagi che anche l’Italia sarà costretta ad affrontare nei prossimi anni:oltre il 60% del debito pubblico italiano,infatti, è detenuto da banche,società di gestione,fondi di investimento e investitori privati non italiani.Il paese piu indebitato al mondo in rapporto al pil è il Giappone,con oltre il 230% di debito,eppure nessuno si è mai sognato di far notare le dimensioni di questo debito oppure di lanciare moniti o preoccupazioni circa la capacità di rimborso del paese asiatico.Possiamo capirne il motivo solo conoscendo la composizione dei soggetti che detengono il debito pubblico giapponese:il 97% dei titoli di stato giapponesi è detenuto da contribuenti giapponesi.L’Italia, il Portogallo, la Grecia, la Spagna, l’Irlanda, proprio i paesi che stanno vivendo un momento di turbolenza finanziaria causato dalla crisi del debito pubblico è detenuto da soggetti non residenti.Questo fa capire l’importanza di ridimensionare il peso del debito nei prossimi anni attraverso manovre cosidette “lacrime e sangue” simili a quelle proposte dal primo ministro inglese David Cameron e volte a ottenere il consenso e il gradimento della comunità finanziaria internazionale certamente il nostro paese non potrà piu contare sul ricorso al debito pubblico quale strumento con valenza macroeconomica.La domanda che ci dobbiamo porre allora è:quale sarà la forza politica o il movimento politico che proporrà all’elettorato la medicina amara, purtroppo necessaria in questo momento storico per consentire al nostro paese un rilancio sul piano internazionale? Non vi saranno grandi mutamenti di scenario,non vi saranno grandi opportunità per le giovani generazioni,non potrà piu essere garantito il patto sociale italiano se non verranno attuate manovre di ridimensionamento del peso del debito pubblico sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. 

IL DEBITO PUBBLICO.Da: “ERA IL MIO PAESE” di Eugenio Benetazzo (1 Parte)ultima modifica: 2011-11-30T17:06:23+01:00da anglotedesco
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