IMMIGRAZIONE.Da “Era il Mio Paese” di Eugenio Benetazzo

Eugenio Benetazzo è uno che il mondo l’ha girato parecchio e sa come gestiscono il problema immigrazione negli altri paesi. In questo pezzo del suo ultimo libro molto bello e che consiglio, mi trova d’accordo su tutto.
In Italia ci sono troppi intellettuali ipocriti , e troppa gente incapace di ragionare in maniera serena.Se anche nel nostro paese ci fossero le regole che ci sono in Inghilterra, Francia o Germania , si parlerebbe di fascismo, di razzismo e stupidate varie.
Io ad esempio non ho mai sentito uno del centrosinistra dire che bisognerebbe aiutarli a casa loro, se c’è una guerra è giusto che scappano ma nei paesi africani vicini  e non fargli fare giorni e giorni su dei gommoni a morir di sete o di freddo.No, bisogna farli entrare tutti per un motivo semplicissimo, che non c’entra nulla con la solidarietà: abbiamo bisogno del loro voto perchè la gente si sta spostando sempre di piu a destra.Non a caso Giorgio Napolitano, il comunista piu amato dagli Usa (che soddisfazione) è per la cittadinanza facile.
Con i soldi che spendono in armi i paesi occidentali, si potrebbero costruire case, scuole, ospedali, dargli da mangiare invece no, bisogna mandarli qui.
Spesso alla mattina presto mi sintonizzo su Radio Radicale e trovo quasi sempreuna donna extracomunitaria (non mi ricordo il nome) che si lamenta dell’Italia per il modo che vengono trattati i clandestini.Queste cose le dovrebbe andare a dire negli altri paesi europei e sarebbe trattata nel modo che si merita. Purtroppo come dicevo prima ,in Italia ci sono troppi ipocriti (il motivo principale  per scappare dall’Italia,almeno per me poi gli altri non lo so), rincretiniscono la gente, gli mettono in testa delle cose false, anche agli stranieri che qui vivono come dei signori.

Da ERA IL MIO PAESE- Eugenio Benetazzo (Baldini & Castoldi)

I due paesi al mondo che vantano il miglior meccanismo di controllo dei flussi migratori sono l’Australia e la Svizzera, nazioni entrambe considerate tra le prime cinque al kondo per qualità della vita,benessere sociale,opportunità occupazionali e welfare.Tuttavia gli ingressi in questi due paesi sono severamente e rigidamente controllati e monitorati attraverso la presenza di tre requisiti ostativi:conoscenza della lingua scritta e orale del paese che ospiterà il lavoratore extracomunitario ,presenza di un contratto di affitto di un alloggio o di proprietà di un bene immobile,presenza in loco di uno sponsor (ovvero un’azienda,un’impresa o una società che richiedono specifiche competenze e qualifiche professionali,e non una generica capacità lavorativa come avviene in molti paesi,il nostro compreso).
Se venisse applicato anche da noi un meccanismo di selezione all’ingresso volto a individuare i soggetti piu qualificati e piu competenti per capacità personali o precedenti esperienze lavorative,allora potremmo veramente credere ai benefici dell’immigrazione,se invece questa capacità di individuare le risorse umane migliori, manca,allora l’ideologia che ha proposto l’immigrazione extracomunitaria come un’opportunità si rivela profondamente menzognera,oltre ad avere crea un danno oggettivo sul piano sociale ed economico.
Naturalmente in Italia parlare di extracomunitari è molto rischioso,poichè si rischia di farsi identificare in una determinata politica.Ma è proprio questo l’errore di fondo che continua ancora oggi a commettersi nel nostro paese:che ogni affermazione,ogni proposta, sia sempre ricondotta a un determinato pensiero politico. Fino a quando nel paese non cambierà questo atteggiamento di pensiero abernante non potranno mai esserci sostanziali miglioramenti e sopratutto non potranno mai essere implementate le riforme strutturali di cui l’Italia necessita.
Chi ha avuto modo di viaggiare al di fuori dei paesi multiculturali in realtà non esiste,dal momento che ognuno vuole vivere vicino al proprio simile;questo non è razzismo,come vorrebbe farci credere qualcuno,ma solamente spirito di appartenenza o desiderio di appartenere a un gruppo o a una comunità in cui identificarsi in base a valori condivisi.
Persino il primo ministro inglese,David Cameron,ha proclamato il fallimento del multiculturalismo la Gran Bretagna un paese che per decenni ha ospitato i sudditi di sua maestà provenienti dalle colonie dell’impero,oggi fa marcia indietro.
 

IMMIGRAZIONE.Da “Era il Mio Paese” di Eugenio Benetazzoultima modifica: 2011-12-06T17:13:33+01:00da anglotedesco
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