Anche la Chiesa tace sull’Europa (3 parte)

Grande Ida Magli, questa donna è davvero inesauribile, molti dovrebbero imitarla.Si, è vero, anche la Chiesa sull’Unione europea e sull’Euro se ne sta zitta, mai una critica,mai una volta che analizza le cose che non vanno, strano perchè lo hanno fatto con Silvio Berlusconi.
Come ho già ricordato è uscito un bel libro di Stefano Liviadotti ,I SENZA DIO, dove con tanto di prove, ridimensiona la chiesa, stessa cosa fa Ida Magli.Leggete un po quello che ha dichiarato Marco Tarquinio ,direttore dell’Avvenire, al Messaggero del 9 dicembre 2011:

“Monti ha presentato un pacchetto di misure durissime che tuttavia rappresentano l’unica strada percorribile per tirarci fuori dai guai.La situazione si era fatta drammatica ,bisogna partire da qui.E io credo al presidente del Consiglio quando sottolinea che senza la manovra lo stato non avrebbe potuto piu pagare gli stipendi e le pensioni.E’ una manovra che fa male e  non siamo stati tra le voci che hanno chiesto di rivedere le indicizzazioni per i trattamenti previdenziali piu bassi e dunque alzare i tetti per il recupero totale dell’inflazione tuttavia è evidente a tutti che tra dare un pò meno e non dare nulla,la scelta è obbligata”.

da LA DITTATURA EUROPEA-Ida Magli (Bur)

LA CHIESA-IL SUICIDIO 

3 PARTE

Per quanto riguarda Ratzinger,la situazione era un pò diversa,sia perchè i suoi scritti erano molto piu impegnati,anche se privi di dubbi,di quelli di Wojtyla, sia perchè uno dei suoi saggi era di particolare interesse per me.Me l’aveva mandato lui stesso,infatti, con una simpatica dedica scritta di suo pugno ,per “consolarmi” (così almeno mi ero detta) di aver risposto negativamente alla richiesta che gli avevo fatto riguardo all’adozione dell’euro.
Fra i miei disperati tentativi per convincere qualcuno a combattere contro la moneta unica,mi ero rivolta,infatti,anche a Joseph Ratzinger ,notoriamente la persona piu influente della Curia,per chiedergli di tenere lo Stato del Vaticano fuori dalla zona euro.Sarebbe stato un modo,era questo che gli facevo presente,per segnalare una qualche distanza della Chiesa,nelle sue vesti di Stato sovrano come ogni altro Stato in Europa,dal processo di unificazione europea;e anche un mezzo concreto per non rimanere impigliati nella sua politica.I motivi erano evidenti:lasciarsi la massima libertà di movimento,data l’incertezza del futuro per un Cristianesimo messo alla pari con tutte le altre confessioni religiose nel mare magnum europeo,e al tempo stesso conservare l’immagine di universalità della Chiesa affermando simbolicamente e concretamente la sua assoluta non appartenenza a una “parte” del mondo,per giunta una parte fondata,come l’Ue,sul materialismo del mercato.In fondo la Città del Vaticano si serviva della moneta italiana,la lira,soltanto per le spese correnti quali gli stipendi dei cittadini vaticani e le necessità dei visitatori e dei turisti dato che per la sua vera attività,sparsa in tutto il mondo,utilizzava ovviamente il dollaro e ogni altra valuta estera a seconda delle situazioni.Perchè non coniare la propria moneta per il bisogno locale, così come si faceva con i francobolli? Probabilmente questo sarebbe piaciuto a Wojtyla,di cui correva voce che non fosse soddisfatto delle immagini scelte per l’euro.Infine non dipende dalla Banca centrale europea non era un vantaggio da sottovalutare (In effetti la Banca centrale del Vaticano,Aspa, si trova nella stessa situazione di tutte le altre Banche Centrali della zona euro: deve farsi autorizzare dalla Bce a coniare la moneta di cui abbisogna).
Discorso “ingenuo”? Può darsi.Degli affari della Banca Vaticana si è sempre parlato male,ma di sicuro io sapevo soltanto quello che era stato pubblicato dai giornali a proposito dello scandalo dello Ior durante la gestione Marcinkus;nè d’altra parte mi sembrava che l’immagine della banca, già molto compromessa,avesse qualcosa da guadagnare dal punto di vista etico accompagnandosi ai signori della Banca Centrale Europea,noti all’opinione pubblica sopratutto perchè bravi speculatori e ancor piu bravi nel fare i propri interessi.
Ratzinger rispose alla lettera che gli avevo mandato insieme al mio volume Contro l’Europa,con una lettera molto gentile nella quale,dopo aver precisato che per quanto mi riguardava la moneta non poteva fare nulla perchè non era di sua competenza (infatti egli era a capo della Congregazione per la dottrina della fede),mi assicurava però che avrebbe tenuto conto delle mie preoccupazioni riguardo al futuro dei cattolici nell’Unione Europea,e mi mandava un suo saggio sull’argomento.
 

Anche la Chiesa tace sull’Europa (3 parte)ultima modifica: 2011-12-14T16:40:02+01:00da anglotedesco
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