Rispondo a Paolo che mi scrive dal prov di Brescia

Paolo mi fa delle domande (in privato al mio indirizzo anglotedesco@libero.it)su calcio ,politica ecc ecc.

IL MANCHESTER UNITED

Ferguson sta puntando sui giovani , ad esempio il 19enne Jones che nasce difensore centrale che me adesso è stato spostato a centrocampo e si sta comportando molto bene, è veloce e tecnicamente non è male.Non mi aspettavo la retrocessione in “Europa League” perchè il Basilea è una squadra che a mio avviso farebbe fatica anche in questa competizione,però ci può stare dopo 3 finali su 4 edizioni.In questo momento il Barcellona è la squadra piu forte e solo Blatter e la mafia europea gli può impedire di vincere 3-4 Champions di fila.

IL MIO PARMA

A dir la verità ero molto piu tifoso 10-15 anni fa ,adesso mi occupo di argomenti piu seri e mi sembra una cosa normale a 35 anni.Lo guardo in tv e penso ad una squadra che può arrivare tranquillamente alla salvezza.Mi aspettavo di più da Pelle, l’attaccante arrivato dall’Az Alkmaar.Visto le caratteristiche, gli consiglio l’Inghilterra.

I LIBRI DI EUGENIO BENETAZZO E LORETTA NAPOLEONI.

Mi piacciono molto i libri di Benetazzo anche se a volte non sono d’accordo (ad esempio sul Marchionne primo ministro).ERA IL MIO PAESE te lo consiglio.
Loretta Napoleoni è una neoliberista e per quelli non ho simpatia (ho fatto un sacco di post dove spiego,grazie all’aiuto di libri o econimisti ,cos’è) però nell’ultimo libro ,IL CONTAGIO, qualche cosa giusta la scrive, ad esempio sull’Islanda e domani ne pubblicherò qualche riga.

E’ L’ANNO DELLA JUVE?

Conte sta facendo un ottimo lavoro approfittando di un campionato mediocre dove l’Inter non esiste,il Milan pensa piu alla Champions, il Napoli che ha pancia piena dopo lo strepitoso campionato scorso e l’impresa in Champions, le romane non sono competitive.
Come organico il Milan è piu forte, la Juventus non è male (ha la difesa della nazionale italiana) ma dipende troppo da Pirlo.Due settimane fa con il Cesena con Pazienza al suo posto, fece fatica.

CAPITOLO DONATO BERGAMINI

Il libro di Carlo Petrini è molto bello.Un gruppo di tifosi del Cosenza, che saluto e ringrazio per aver nominato il mio blog, hanno aperto un sito dove parlano di lui e di questa morte poco chiara.
La Gazzetta dello Sport la compro al massimo 2 volte l’anno,sopratutto nel periodo estivo e natalizio e consulto il sito online.Fece un articolo su questa storia, ma per leggerlo ci voleva un abbonamento che io non ho nessuna intenzione di fare.Anche Il FATTO QUOTIDIANO gli dedicò un articolo.

Ecco l’intervista a Domizio Bergamini.Gli scrissi una lettera nel 2005 ,adesso non ricordo piu dove l’ho messa.No, non so dove si può contattare Carlo Petrini che,guardando  i video , sta molto male ed è quasi cieco.

INTERVISTA A DOMIZIO BERGAMINI PADRE DI DONATO (da Il Calciatore Suicidato-Kaos)

UNA FERITA SEMPRE APERTA

Il padre di Donato Bergamini,Domizio, vive con la moglie in un paesino del ferrarese e lavora nell’agricoltura.Ha sessant’anni e una faccia solare da tipico romagnolo,schietto e affabile.E’ un uomo che non ha paura di ammettere: “Io non sono un tipo coraggioso”. Di certo,però, è un uomo forte,perchè nonostante quello che gli è capitato non ha perso la cordialità.
Dal 18 novembre 1989 la vita di Domizio e dei suoi familiari è stata sconvolta da un dramma che sembra non finire mai.Non solo Donato è morto a ventisette anni,ma non si sa come e neanche perchè.Cosi il dolore per i Bergamini è un tormento senza pace,una ferita che resta sempre aperta.
“Solo due cose sono sicuro”,mi dice Domizio quando lo vado a trovare,un giorno di maggio del 2001: “La prima è che Denis non si è suicidato,ma è stato ammazzato.La seconda è che la verità sulla morte di mio figlio non la sapremo mai”.

CHI VI DIEDE LA NOTIZIA,LA SERA DEL 18 NOVEMBRE? E COME ANDARONO LE COSE QUANDO ARRIVASTE A COSENZA?

ci hanno chiamato i carabinieri di qua,al telefono ha risposto mia moglie,io non ero ancora ritornato dal lavoro:hanno detto che Denis era grave all’ospedale perchè aveva avuto un incidente.Appena l’ho saputo ho pensato che avesse avuto un incidente in macchina insieme a Padovano:ma quando mi è venuto in mente che era sabato e che dovevano essere in ritiro con la squadra,ho ripensato alla telefonata che Denis aveva ricevuto lunedi sera e ho detto a mia moglie:”Me lo sentivo:lo hanno ammazzato”.Siamo partiti subito,abbiamo viaggiato tutta la notte,ogni tanto ci dovevamo fermare perchè mia moglie si sentiva male.
La mattina dopo siamo arrivati all’ospedale di Trebisacce,ma Denis non ce l’hanno lasciato vedere.Allora siamo andati dai carabinieri,c’era quel maresciallo Barbuscio che mi ha voluto parlare a quattr’occhi ,senza mia moglie e mio genero.Mi  ha spiegato che sabato sera Denis aveva deciso di scappare dall’Italia e aveva chiesto alla sua fidanzata di accompagnarlo a Taranto;ma siccome lei non voleva lasciarlo andare all’estero,lui aveva parcheggiato la macchina in uno spiazzo vicino alla Statale Jonica e all’improvviso si era suicidato buttandosi sotto un camion,e il camion l’aveva trascinato per sessanta metri…Dentro di me ero di marmo:mio figlio era morto davvero,ma quello che mi stava dicendo quel carabiniere era completamente assurdo.
Il maresciallo aveva sulla scrivania due o tre foto dell’incidente,le ho guardate e gli ho domandato perchè il suo corpo di Denis era mezzo metro davanti al camion;lui mi ha risposto che il camionista aveva fatto marcia indietro per vedere se era ancora vivo.Ho guardato ancora le foto,e gli ho domandato perchè la Maserati di Denis era dietro il camion e non era parcheggiata nella piazzuola al lato della strada;mi ha risposto che la ragazza aveva preso la macchina per soccorrere mio figlio nel punto in cui era fermato il camion,cioè dopo sessanta metri…Una storia assurda,non ho creduto a una sola parola.Ho chiesto al maresciallo di accompagnarmi subito sul posto dell’incidente,perchè volevo rendermi conto cos’era successo su quella strada ,di come era morto mio figlio.Lui è uscito dalla stanza,ha parlato con altri carabinieri,poi ci hanno accompagnato là.Oltre a mia moglie,con me c’era anche mio genero.
La piazzuola era un grande spiazzo non asfaltato,un terreno pieno di sassi e buche circondato da cespugli,e a camminarci-siccome pioveva-le scarpe sprofondavano nel fango,un fango argilloso che si attaccava alle suole.Come aveva fatto la Maserati,che è alta da terra pochi centimetri,a arrivare in un posto del genere senza impantanarsi? E perchè non c’erano i segni delle ruote?Quando,dopo il funerale,i carabinieri ci hanno consegnato la Maserati,la macchina di mio figlio era perfettamente pulita,le ruote non avevano neanche una briciola di fango.
Circa un mese dopo uno dei magazzinieri del Cosenza -uno di quei due che poi sono finiti morti su quella stessa Statale Jonica,investiti anche loro da un camion-ci ha fatto avere di nascosto le scarpe che Denis aveva indosso quella sera:le scarpe di mio figlio,che erano di camoscio,non avevano neanche un velo di fango,neanche un graffio,erano come nuove.Perchè secondo me Denis in quella piazzuola quella sera non c’è stato proprio.

AVETE GUARDATO ANCHE NEL POSTO PRECISO DOVE ERA STATO TROVATO IL CORPO DI DONATO SOTTO IL CAMION?

Ho chiesto al maresciallo quale fosse il punto preciso dell’incidente,lui mi ha indicato un punto della strada all’altezza di metà della piazzuola,ma sull’asfalto non c’era nessun segno.Il punto l’abbiamo visto dieci giorni dopo,quando siamo tornati laggiù per essere interrogati dal giudice,e sono voluto tornare sul posto.Più avanti della piazzuola di una cinquantina di metri,subito dopo l’inizio del guard rail,sull’asfalto c’era una macchia di sangue grande come un piattino.Di sangue ce n’era molto di più sul guard-rail e subito sotto,infatti a quel punto abbiamo capito che il corpo di Denis era stato appoggiato sul guard rail.Ho detto a mio genero: “Vuoi vedere che in mezzo a quei cespugli c’è un sentiero che collega questo punto con la piazzuola? Infatti il sentiero c’era.Allora ho detto:”Andiamocene via,tanto è chiaro che Denis lo hanno ammazzato da un’altra parte e poi,camminando per quel sentiero,lo hanno portato fino a qui per abbandonarlo in mezzo alla strada.

DOPO IL PRIMO SOPRALLUOGO,I CARABINIERI VI ACCOMPAGNARONO ALL’OBITORIO DELL’OSPEDALE,PER IL RICONOSCIMENTO DELLA SALMA…

Esatto.Mi aspettavo di vedere il corpo di Denis distrutto,figurarsi:investito da un camion enorme e trascinato per sessanta metri…Invece no:il corpo di mio figlio,che era coperto da un lenzuolo,sembrava intatto.Ci hanno mostrato solo la faccia:Denis era quasi sorridente,aveva solo un segnetto alla tempia,ma per il resto era perfetta.Come può uno che è stato schiacciato da un camion e trascinato per sessanta metri avere la faccia intatta? Mi sembrava di diventare matto dalla disperazione e dalla rabbia:non solo mio figlio era morto,ma ci stavano prendendo per il culo…
Finito il riconoscimento,li all’ospedale è arrivato il presidente Serra:ci ha detto che secondo lui non era proprio il caso di fare l’autospia ,e che se fosse stata fatta avremmo dovuto fermarci a Cosenza per tutta la settimana.Gli ho risposto che ci stava bene non farla,perchè l’unica cosa che volevamo in quel momento era di riprenderci Denis e riportarlo subito a casa.Allora Serra ci ha chiesto se si poteva fare prima il funerale a Cosenza,l’indomani gli abbiamo detto di si,perchè forse Denis l’avrebbe voluto dopo cinque anni passati là.

COSI NIENTE AUTOPSIA,E LA MASERATI DI DONATO VE L’HANNO CONSEGNATA SUBITO SENZA AVERCI FATTO SOPRA NESSUN TIPO DIESAME DI IMPRONTE O ALTRO…

Certo,perchè avevano già deciso che Denis si era suicidato come raccontava quella tizia.Quando i carabinieri ci hanno consegnato la Maserati io sono restato li senza parole:ma come,non dovevano fare gli accertamenti,prendere le impronte digitali,cercare se c’erano prove…Niente,la macchina ce l’hanno consegnata subito,e era tutta bella pulita:il pomeriggio di sabato aveva fatto piu di cento km e dicevano che era stata parcheggiata per quasi due ore nella piazzuola piena di fango,ma la macchina era pulitissima,le ruote erano belle lucide…Ci hanno ridato anche il portafoglio di Denis,pulito e in ordine,e l’orologio che funzionava perfettamente e non aveva neanche un graffio…Allora ho capito che non c’era nessuna speranza di sapere la verità.

PERO’ NON VI HANNO CONSEGNATO I VESTITI CHE DONATO AVEVA INDOSSO QUELLA SERA…

La storia dei vestiti è ancora più incredibile.Il lunedi,dopo il funerale,siamo partiti verso casa,avevamo lasciato Cosenza da un’ora.In macchina con me c’era il frate,padre Fedele che a un certo punto mi fa: “I vestiti di Denis ve li hanno dati? “No” ,gli rispondo.E lui:”Bisogna farseli ridare,perchè tuo figlio è stato ucciso,e in quei vestiti c’è la prova! Ci siamo fermati al primo autogrill e lui ha cercato di telefonare al presidente Serra per farci dare il numero dell’ospedale di Trebisacce e il nome dell’infermiere,ma il presidente non c’era.Durante il viaggio abbiamo ritelefonato tre o quattro volte,ma senza risultato.La sera,da casa,ci siamo riusciti,e finalmente trovo l’infermiere:gli dico chi sono e chiedo dei vestiti di mio figlio:lui mi risponde che sono chiusi in un sacco,pronti per essere portati all’inceneritore.Gli dico di tenerli li, che parto subito per andarli a prendere:allora lui mi risponde che s’è sbagliato,che è inutile che io faccia un altro viaggio perchè i vestiti sono già andati all’inceneritore;alzo la voce,gli dico che andrò là con i carabinieri, e lui mi risponde:”Può venire con chi vuole,ma i vestiti sono già stati bruciati”.
Tre o quattro settimane dopo un magazziniere del Cosenza,Domenico Corrente,ci ha fatto avere di nascosto le scarpe che Denis aveva indosso quella sera,scarpe di camoscio che nella suola di gomma avevano delle piccole ventose.Ce le ha portate a casa il direttore Ranzani,che ci ha pregato di non dire a nessuno che le avevamo avute.Non erano le scarpe di uno che aveva camminato nel fango sotto la pioggia e che era stato trascinato da un camion per sessanta ,metri:erano pulite.
Poi un altro magazziniere del Cosenza,Alfredo Rende,mi ha fatto sapere che alla fine del campionato sarebbe venuto a trovarmi per parlarmi della morte di Denis.Ma non ha potuto farlo,perchè dopo l’ultima giornata di campionato è morto anche lui, su quella stessa Statale Jonica.Dopo la tragedia sua moglie mi ha telefonato:mi ha confermato che il marito voleva venirmi a trovare per parlarmi della morte di mio figlio,ma purtroppo lei non sapeva nient’altro.

DOMIZIO:PROVI A RIASSUMERE LE ASSURDITA’ DELLA VERSIONE UFFICIALE SULLA MORTE DI SUO FIGLIO.

“Ma è tutta una storia che non sta in piedi! Come si fa a credere che Denis,un sabato pomeriggio,cosi,all’improvviso,decida di scappare dall’Italia? E che scappi con in tasca 700 mila lire e senza un bagaglio? E perchè avrebbe dovuto farsi accompagnare da quella tizia dopo tre mesi che non si vedevano più?! Perchè hanno raccontato che si era buttato con un tuffo in piscina sotto un camion e che era stato trascinato per cinquanta metri,se non aveva neanche un graffio in faccia al torace e alle gambe? E perchè,se era stato quasi due ore in quella piazzuola sterrata sotto la pioggia,non c’era fango sulle ruote della Maserati e neanche sulle sue scarpe? Se il camion lo aveva trascinato per cinquanta metri,perchè le scarpe di camoscio che aveva indosso non avevano neanche un graffio? E com’è possibile che un camion da più di cento quintali in marcia non superi un corpo che ha buttato per terra,ma gli schiacci solo una parte del bacino? E perchè gli ha schiacciato la parte destra del bacino,e non quella sinistra,se mio figlio è stato trovato a faccia in giù? E che senso ha la storia della retromarcia:se uno mi finisce sotto le ruote,per vedere se è ancora vivo faccio retromarcia,cosi gli passo sopra due volte? Perchè quando sono arrivati i carabinieri quella tizia non c’era? Perchè quella tizia ha telefonato a tutti meno che ai carabinieri? Perchè la Maserati non è stata trovata ferma nella piazzuola,ma dietro al camion? Dietro o davanti?
Perchè i carabinieri hanno scritto nel verbale che la Maserati era sul posto,ma che era anche al bar-ristorante di Roseto Marina? E perchè hanno scritto che sulla strada c’era il segno del trascinamento del corpo per cinquanta metri,e invece non era vero? Perchè c’era il sangue sul guard-rail?
Tutte queste domande hanno un’unica risposta logica:le cose non sono andate cosi! Neanche si sa con precisione l’orario della morte di mio figlio,perchè l’autopsia è stata fatta due mesi dopo”

SECONDO LEI PERCHE’ L’INCHIESTA DELLA MAGISTRATURA E’ ANDATA COME E’ ANDATA? VI ERAVATE ACCORTI CHE ANCHE SE AVESSERO CONDANNATO IL CAMIONISTA PISANO PER OMICIDIO COLPOSO,COMUNQUE LA VERITA’ NON SAREBBE VENUTA FUORI?

L’inchiesta sulla morte di mio figlio è stata una vergogna fin dall’inizio,un vero scandalo.E la chiamano ancora giustizia! Si è visto subito da che parte tirava il vento:mio figlio era già stato condannato a essersi suicidato,fin dal primo momento ,punto e basta.Il resto è stata una perdita di tempo.
Abbiamo dovuto prendere due avvocati,uno a Ferrara e uno a Cosenza,ma non è servito a niente.Abbiamo dovuto insistere per fare l’autopsia,se no non facevano neanche quella…Ma io non ho mai avuto fiducia,non ho mai creduto che sarebbe stata cercata la verità,e cosi è andata.Perchè laggiù è tutto un altro mondo,là si parla anche quando si tace…
A un certo punto l’avvocato di qua mi ha detto che gli avvocati del Cosenza consigliavano di insistere sul fatto di accusare il camionista di omicidio colposo.Perchè? Perchè solo cosi si poteva incassare il miliardo dall’assicurazione sulla vita di Denis,e dividerlo fra noi familiari e il Cosenza,mentre se restava la tesi del suicidio l’assicurazione non avrebbe pagato.Gli ho risposto che di quei soldi non me ne fregava niente,che preferivo zappare la terra per tutta la vita che mi resta.E’ stata una continua umiliazione!
Al processo in certi momenti sembrava di essere al cinema.C’era la ragazza che tremava come una foglia e non riusciva neanche a parlare,ripeteva le stesse cose come una macchinetta,si vedeva lontano un km che aveva una gran paura…A me uno dei miei avvocati mi ha detto:”Non esageri nel descrivere le reazioni di suo figlio dopo quella telefonata ,sennò rischiamo di tirare in ballo il Totonero.
Durante l’arringa il nostro avvocato di Cosenza ha detto:
“Vorrei tanto sapere come può essersi suicidato un ragazzo di 27 anni che giocava a calcio, che guadagnava centinaia di milioni,e che aveva una famiglia alle spalle, e com’è possibile che si sia fatto accompagnare sul posto del suicidio dalla ex fidanzata…Ho saputo che un anno dopo questo avvocato è stato ferito in un agguato.

VOI FAMILIARI,PRIMA O DOPO IL PROCESSO,AVETE MAI RICEVUTO INTIMIDAZIONI O MINACCE?

Mi ricordo che dopo il primo anniversario della morte di Denis sono tornato a Cosenza per un giorno,e per tutto il giorno sono stato pedinato da una macchina.E poi, qui a casa,i primi tempi arrivavano telefonate,tante telefonate mute.
A un certo punto ha cominciato a telefonarci una tizia che si qualificava come Dammatiana De Santis e diceva di chiamare da Cosenza.Parlava di cocaina nascosta dentro scatole di cioccolatini che quella tizia di Rende avrebbe dato a Denis quando il Cosenza andava in trasferta…Può darsi che quella Dammatiana fosse solo una mitomane,so solo che dopo un pò non ha più chiamato.

DOMIZIO:DOPO TANTI ANNI DALLA MORTE DI SUO FIGLIO,LEI CHE IDEA SI E’ FATTO? PERCHE’ DONATO NON C’E’ PIU’?

Penso che mio figlio è scivolato dentro un giro sporco,e ho pagato lo sbaglio rimettendoci la vita…Di sicuro non era da solo,cioè c’erano altri della squadra insieme a lui,anzi penso che sia stato qualcuno di loro a tirarcelo dentro.Certo,Denis avrebbero potuto ammazzarlo con due colpi di pistola in mezzo alla strada,ma in questo caso ci sarebbe stata una inchiesta per omicidio che sarebbe arrivata anche all’interno del Cosenza,per cui penso che la messinscena del suicidio è stata fatto proprio per evitare questo.
Sono convinto che mio figlio è stato ammazzato,e non per una faccenda sua personale o di donne,ma per qualche brutta storia che aveva a che fare,poco o tanto,con la società del Cosenza,con la squadra,con il calcio.Saranno state le partite “vendute” e il Totonero,sarà stato l’ambiente del calcio a Cosenza gli ha tolto la vita a 27 anni.
Non sono convinto di questo perchè voglio fare di mio figlio un martire,o perchè per noi familiari sarebbe insopportabile l’idea che Denis si sia veramente suicidato.Lui non era un santo,era un ragazzo come tutti gli altri.Cosi uò anche darsi che Denis sia caduto nel giro della droga,può darsi che abbia fatto qualche “sgarro” (come si dice là) a qualche boss,o che abbia visto cose che non doveva vedere.Di una cosa però sono sicuro,anzi sicurissimo: che lui non avrebbe mai “venduto” una partita,e che non lo ha mai fatto.Denis può avere combinato i peggiori casini, ma sono certo che non ha mai,dico mai,truccato il risultato di una partita.E mi piace pensare che mio figlio possa essere stato ucciso proprio per questo”

DAL LIBRO:SENZA MAGLIA E SENZA BANDIERA-CARLO PETRINI (KAOS)

Dopo la pubblicazione del libro mi è arrivata una lettera anonima molto “informata” sulla morte di Donato.L’ignoto mittente conferma che Bergamini fu eliminato dalla malavita organizzata:quella ndragheta locale-scrive l’anonimo- che all’ombra del Cosenza calcio trafficava stupefacenti (cocaina),e “combinava” le partite per il Totonero con la complicità di 5 giocatori cosentini.Bergamini è stato “insaponato”,scrive ancora l’anonimo,e conclude affermando che tutta la verità sul delitto la conoscono coloro che all’epoca erano addetti dello stadio San Vito.Peccato che le lettere anonime non servano a niente.
E pensare che basterebbe la campagna di un giornale,per far riaprire il “caso Bergamini” ,per indurre la magistratura a riesaminare la vicenda,per rimettersi a cercare la verità e fare giustizia.

MICHELE PADOVANO

Ho letto della condanna (primo grado) di Michele Padovano. Pubblico l’intervista che Padovano rilasciò a Carlo Petrini e al suo amico Vasco.Già da li si capiscono molte cose…

da IL CALCIATORE SUICIDATO-Carlo Petrini (Kaos)

PER PRIMA COSA VORREI DOMANDARTI COSA E’ STATO PER TE, UMANAMENTE,DONATO BERGAMINI.

Denis era il mio migliore amico, l’amico che mi ha aiutato nei momenti difficili,l’amico che non si dimentica.

UN AMICO CHE A UN CERTO PUNTO SI E’ SUICIDATO?

Denis non si è suicidato.Aveva dentro una tale voglia di vivere che non avrebbe mai fatto una cosa del genere…Sulla morte di Denis non si è arrivati alla verità,alla vera verità,non quella che serve per chiudere il caso..

ALLORA TU CREDI CHE BERGAMINI SIA STATO UCCISO?

Sicuramente.Lo hanno ammazzato,non c’è un’altra spiegazione logica.

E SECONDO TE DA CHI E PERCHE’ E’ STATO UCCISO?

Questo non lo so.Sono tanti anni che me lo domando,ma non sono mai riuscito a trovare una risposta.E’ veramente un mistero.

IN CHE RAPPORTO SEI RIMASTO CON I FAMILIARI DI DONATO?

Sono tanti che non li sento e non li vedo,ma non li ho mai dimenticati.

IL PADRE DI DONATO,DOMIZIO ,E’ CONVINTO CHE TU SEI UNO DEI POCHI CHE CONOSCE E LA VERITA’ SULLA MORTE DI SUO FIGLIO

“Tutto quello che sapevo l’ho raccontato al magistrato,non ha nascosto niente.Cosa poteva sapere io di Denis,piu di suo padre?

MA TU ERI MOLTO AMICO DI DONATO,PRATICAMENTE VIVEVATE INSIEME, PER CUI TU LO CONOSCEVI MOLTO MEGLIO DI QUANTO NON LO POTESSE CONOSCERE SUO PADRE.

Forse si, ma negli ultimi tempi Denis era diventato molto chiuso, non parlava con nessuno dei suoi problemi,neanche con me.Non so cosa gli era capitato, so solo che il Denis degli ultimi mesi era molto diverso da quello che avevo conosciuto fino allora.

DONATO HA DETTO A SUO PADRE CHE QUALCHE GIOCATORE DEL COSENZA “VENDEVA” LE PARTITE.E’ VERO O NO CHE TRA VOI GIOCATORI C’ERA QUALCUNO CHE “COMBINAVA” I RISULTATI?

Si,è vero.Ma nomi non ne faccio.

PUO’ ESSERE CHE DONATO SIA FINITO NEL GIRO DEL TOTONERO?

No,assolutamente no.Denis non avrebbe mai venduto il risultato di una partita.In campo dava sempre il massimo,non sarebbe riuscito a giocare a perdere o a pareggiare,lui con queste cose non c’entrava.

MA NON AVETE MAI PARLATO,TU E LUI, DI QUEI VOSTRI COMPAGNI DI SQUADRA CHE “VENDEVANO” LE PARTITE?

No.

DOMIZIO BERGAMINI HA VISTO L’ULTIMA PARTITA GIOCATA DA DONATO,MONZA-COSENZA, E DICE CHE SECONDO LUI QUELLA ERA UN’ALTRA PARTITA “COMBINATA

No, si sbaglia.Quella partita è stata regolarissima,e io ho fatto un gol eccezionale.No, si sbaglia, quella partita non era stata “combinata”.

QUALCHE GIORNALE SCRISSE CHE LA SERA DI GIOVEDI 16 NOVEMBRE CIOE’ DUE GIORNI PRIMA DI MORIRE, DONATO ERA STATO PRELEVATO DA TRE CEFFI IN UN RISTORANTE DI COSENZA.

Non è assolutamente vero, quella sera nel ristorante c’ero anch’io con lui e non è successo niente del genere.E’ una balla dei giornali.

NEL PRIMO POMERIGGIO DI SABATO 18 NOVEMBRE (1989,NDR) ,AL MOTEL AGIP,TU ERI IN CAMERA INSIEME A DONATO PER IL RIPOSO.AL MAGISTRATO HAI DICHIARATO CHE LUI, A UN CERTO PUNTO, E’ DIVENTATO STRANO E HA COMINCIATO A FISSARTI,COME SE VOLESSE DIRTI QUALCOSA…

Si, è stato dopo una telefonata che ha ricevuto in camera,non ho fatto caso a cosa diceva al telefono,ma appena ha messo giu la cornetta l’ho guardato e mi sono accorto che era preoccupatissimo,era impaurito.Gli ho chiesto cos’era successo,ma lui,come faceva sempre negli ultimi tempi,mi ha risposto che non era niente”.

COSA PUOI DIRE DI QUELLA RAGAZZA,ISABELLA I?

Era la ragazza di Denis,quella che gli aveva fatto perdere la testa.Ogni tanto si lasciavano,poi si rimettevano insieme…Denis era gelosissimo di lei, era ossessionato da una storia che lei aveva avuto tanto tempo prima con un altro giocatore,Baldassarre ,lui ne parlava continuamente.

E’ PROPRIO SULLE PAROLE DI QUELLA RAGAZZA CHE SI E’ BASATA LA TESI DEL SUICIDIO DI DONATO…

L’ho già detto:io non credo assolutamente che Denis si sia suicidato, per cui non credo a quello che ha dichiarato Isabella…Il giorno del funerale,dopo la cerimonia l’ho accompagnata a casa io, e in macchina continuava a ripetere che non era colpa sua se Denis si era ucciso…Una cosa che mi è sembrata strana è che quando siamo arrivati a casa sua,là non c’era un clima da funerale ma una certa allegria,mi hanno invitato a bere…

SAI SE DONATO AVEVA O AVEVA AVUTO DEI CONTRASTI CON QUALCHE COMPAGNO DI SQUADRA?

No,gli volevano bene tutti,non ho mai avuto problemi con nessuno.Infatti, dopo il funerale, sul pullman c’erano i vestiti che Denis aveva indosso la sera che e’ morto,e ognuno di noi giocatori voleva prendersi qualcosa di lui come ricordo.

NE SEI SICURO? A DOMIZIO BERGAMINI AVEVANO DETTO CHE I VESTITI DI DONATO ERA STATI INCENERITI ALL’OBITORIO DI TREBISACCE

No,i vestiti di Denis erano sul pullman,li aveva uno dei magazzinieri dentro un sacchetto di plastica bianco.Volevamo dividerceli fra noi giocatori come ricordo,ma alla fine non ci siamo messi d’accordo e sono rimasti nel sacchetto in mano al magazziniere.

POSSIBILE CHE FRA VOI GIOCATORI NESSUNO SI SIA PREOCCUPATO DI SCOPRIRE PERCHE’ DONATO ERA MORTO?

Eravamo tutti troppo sconvolti.Io non riuscivo piu nè a mangiare nè a dormire.E sono arrivato al punto che per un pò di tempo ha dovuto tenermi vicino uno psicologo,giorno e notte.

IL PADRE DI DONATO MI HA RIFERITO DI QUELLA FRASE CHE GLI DICESTI SUBITO DOPO IL FATTO, “TUO FIGLIO E’ UNO STRONZO”…CHE COSA AVEVI VOLUTO DIRE CON QUELLE PAROLE?

Che se Denis mi avesse parlato dei suoi problemi,probabilmente avrei potuto aiutarlo,perchè avevo una conoscenza importante che avrebbe potuto toglierlo dai guai.

Alla domanda “Il padre di Donato mi ha detto che quella tua conoscenza nel 1991 ti ha aiutato a passare al Napoli…”Padovano è scattato in piedi,ha imprecato contro Domizio Bergamini,ha voluto che gli consegnassi la cassetta del registratore, e se n’è andato. (Cosi questa intervista l’ho trascritta a memoria con l’aiuto dell’amico Vasco,presente al colloquio con Padovano dall’inizio alla fine). 

 

Rispondo a Paolo che mi scrive dal prov di Bresciaultima modifica: 2011-12-18T14:30:43+01:00da anglotedesco
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