Lo straordinario successo della Credieuronord… (1 parte)

Quando un paio di mesi fa la Lega ha proposto una moneta padana, scommetto che in molti si sono toccati i coglioni dopo il clamoroso bluff della Credieuronord ,la banca  che avrebbe dovuto essere una cassaforte sicura per il popolo padano . Abbiamo visto come è andata a finure, Eleonora Bianchini (e non solo) sotto lo spiega bene con dati precisi.
Le battaglie contro il Club Bilderberg le apprezzo molto , però non si può dire che la Lega riesca ad ottenere risultati importanti.Neanche con l’immigrazione è riuscita a convincere, infatti ,con loro al governo, sono arrivati dalla Tunisia 20.000 clandestini che  utilizzano le sale d’attesa delle stazioni come se fossero salotti di casa loro.Per non parlare delle regioni dove il partito di Bossi ha ottenuto molti voti; girate nelle fabbriche e notate quandi stranieri sono stati assunti al posto dei giovani italiani,che, ingiustamente, vengono definiti fannulloni.
Nonostante tutto il popolo verde è disposto a farselo mettere in quel posto altre volte, l’importante è gridare Padania Libera! L’ho notato anche quando sono andato ai loro presidi a Milano e in altre città del nord.

da IL LIBRO CHE LA LEGA NORD NON TI FAREBBE MAI LEGGERE-Eleonora Bianchini (Newton Compton Editori)

Per Bossi e i suoi, insomma, la finanza vuole la sua parte.Il sogno che prende forma dalle idee era quello di creare una grande banca del Nord,un centro che raccogliesse i risparmi e gli sforzi padani,che fosse il collettore della ricchezza derivante dalle attività produttive della piccola e media impresa fino ai singoli risparmiatori per scaldare i cuori del movimento dalle urne allo sportello.Creare una banca:l’idea non pecca di originalità e,nonostante le promesse,accantona definitivamente l’idea di purezza della battaglia padana tanto cara a Bossi.
L’idea nata in seno ai partiti,di appropriarsi di un istituto di credito,vantava già un precedente illustre a sinistra.Ricordiamo dalle intercettazioni la gioia del tandem Piero Fassino e Massimo D’Alema che,grazie alla complicità del re delle COOP rosse e amministratore delegato di UNIPOL.Giavanni Consorte, si rallegrarono di avere conquistato una banca.Tuttavia i segnali di vittoria si tradussero in materiale giudiziario scottante a dimostrazione che la promiscua commistione tra politica e finanza non possa portare a risultati apprezzabili.
Proprio quella stessa Lega che condannava i finanzieri,il potere centralizzato della Banca d’Italia,il maltrattamento dei risparmi ingannati dai crac Cirio e Parmalat,che hanno prosciugato risparmi di una vita,conosce l’ambizione dell’alta finanza e dell’investimento bancario.L’ambizione si traduce in realtà il 25 novembre 2000 quando,con il placet della Banca d’Italia e del suo governatore Antonio Fazio,nasce la Credieuronord.Alla luce delle sue vicissitudini verrò poi da chiedersi,parafrasando Brecht,se sia piu criminale fondare o rapinare una banca visto che i risparmi dei soci sono andati in fumo.
Ridimensionare il potere dei grandi colossi bancari mettendosi sul mercato,giocando ad armi pari insieme ai competitor,avvalendosi in qualche mazzetta e dei favori di Antonio Fazio che rincorre,come la Lega,il mito dell’italianità delle banche.Nella convinzione che chi fa politica possa divenire il nuovo astro della finanza,posizione che verrà evidentemente smentita dai fatti.Nel nome si cela la beffa:avrebbe dovuto chiamarsi Credito del Nord,ma per l’assonanza con una banca francese che aveva già minacciato di ricorrere a vie legali,Bossi dovette infilare con dispiacere la parola “euro” nel suo nome,proprio quella parola tanto odiata che rimanda all’elemento chiave che fece andare in fumo il progetto di secessione.
Bossi e i suoi erano convinti del successo dell’impresa che avrebbe messo al centro il risparmiatore e le attività produttive padane.A partire dalla nascita del comitato promotore il 28 ottobre 1998,erano stati raccolti 2500 soci nelle sezioni di Lombardia, Veneto e Piemonte e aperto il primo sportello in una vecchia sede dismessa della Cariplo in via Galilei a Milano.Nonostante il suo presidente cercasse di puntare maggiormente sull’idea chiave di una nuova banca del nord,tralasciando per questioni di immagine il legame con il partito,bastava identificare le cellule del corpo che la componevano.Infatti “il comitato promotore e il Consiglio di Amministrazione di Credieuronord appaiono poi come una sorta di nomenklatura leghista,meglio se dotata di qualche esperienza di economia.Si parte dal tesoriere del partito Maurizio Balocchi,che è uno dei cinque membri del consiglio di amministrazione della banca.Tra gli amministratori compare anche Virgilio Carnevali,già responsabile delle farmacie comunali di Monza,nonchè dirigente della Consulta economica della Lega.E se si scorre l’elenco dei dieci componenti del comitato promotore si scoprono altri leghisti piu o meno autorevoli.Come il bergamasco Antonio Baleri (…) poi l’ex sindaco di Monza,il medico Mariano Mariani,il consigliere comunale milanese Guido Tronconi (ovviamente di fede leghista) ,il varesino Cesare Bossetti,militante della prima ora e poi Franco Bossi,che non è proprio un personaggio qualunque visto che,oltre a presiedere la squadra ciclistica A.S Padana,è anche il fratello del leader Umberto”.
Un istituto di credito che,nonostante le statistiche di allora della Banca d’Italia vedessero il 70% delle banche fallire dopo solo due anni,partiva con l’intenzione dichiarata e guerrafondaia di fagocitare un sistema consolidato e potente.
 

Lo straordinario successo della Credieuronord… (1 parte)ultima modifica: 2012-01-09T19:02:44+01:00da anglotedesco
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