Fermate l’euro disastro (2 parte)

So che per molti di coloro che leggono i miei blog, questo libro può essere una cavolata,ma ci sono tanti altri che di economia ci capiscono poco e allora consiglio di acquistarlo perchè spiega in modo semplice la situazione,intanto io ne pubblico qualche pezzo.

 

Ci troviamo in questa situazione per colpa principalmente della finanza internazionale che,con il sistema delle banche centrali,oltre a controllare la liquidità del sistema, gestisce l’emissione  di moneta e tramite essa, beneficia dell’indebitamento degli stati.
Gli stati che che hanno voluto fortemente l’euro, hanno preferito dare il potere monetario ad un organismo fuore all’Ue: la banca centrale al mondo in cui gli stessi poteri pubblici hanno attribuito uno statuto di indipendenza politica.
Come vedete tutti, per accontentare l’Europa delle banche, i governi sono costretti ad allungare l’età della pensione, tagli ai beni essenziali, alla sanità oppure privatizzare -liberalizzare tutto e ciò porta a licenziare migliaia di persone.Hanno fatto di tutto per cacciare quel pagliaccio di Berlusconi, hanno addirittura utilizzato giornali che solitamente si occupano di economia per sputtanarlo e hanno ottenuto quello che volevano:Mario Monti. Tra l’altro anche in Vaticano lo considerano affidabile e dunque…tocchiamoci le palle. 

 

LE BANCHE COMMERCIALI

Il sistema finanziario è tuttora costituito in prevalenza da banche commerciali,che fanno in tutto e per tutto quanto ci aspetta da una banca:rendono possibili le operazioni di pagamento.accettano i soldi dei clienti,mettono a disposizione conti correnti e concedono prestiti.
Durante la crisi finanziaria hanno contribuito considerevolmente alla stabilizzazione della Germania.Pro prio per questo motivo rappresentano una spina nel fianco degli speculatori.

Oggi le grandi e potenti banche d’investimento negli Usa al primo posto la Goldman Sachs,in Germania la Deutsche Bank, stanno in cima alla catena alimentare.Agiscono il piu velocemente possibile,dispongono degli ingegneri finanziari piu dotati e inoltre dei migliori contatti in ambito governativo.Negli Stati Uniti,collaboratori della Goldman Sachs approdano regolarmente alla posizione di ministro delle Finanze o ad altri importanti incarichi di governo.Anche Mario Draghi, il nuovo presidente della BCE,in passato ha lavorato alla Goldman Sachs.Società di revisione dei conti,governi compiacenti e autorità di controllo si mettono al servizio di questi potenti operatori.
Il superinvestitore Warren Buffet si preoccupa del fatto che il potere dei super ricchi distrugga le basi della democrazia dei super ricchi distrugga le basi della democrazia e delle società meritocratica.

I DANNI DELLA SPECULAZIONE

Interi mercati e Stati oggi si fanno comandare a bacchetta dalla finanza.E le leggi attuali e la regolamentazione del mercato finanziario,invece di arginare la speculazione,la favoriscano.
I mercati finanziari non regolamentati sono quindi molto pericolosi.La speculazione può danneggiare pesantemente l’economia reale.se i capitali affluiscono in un determinato settore, per esempio verso gli immobili spagnoli, e li producono una bolla speculativa, finiscono per mancare altrove,per esempio per la ristrutturazione delle scuole tedesche;se si gonfia una bolla tecnologica, ci sarà scarsità di denaro nell’industria produttiva.
  

COMPLICI DI UN SISTEMA DISTRUTTIVO 

 

La spinta speculativa provoca nei mercati non regolamentati oscillazioni sempre maggiori e il mondo della finanza tende così a distruggere le proprie basi economiche.
La maggior parte degli economisti è diventata complice di un sistema distruttivo.Come una casta di preti del capitalismo,essi legittimano le manovre piu spericolate e recitano il mantra del mercato infallibile,facendo così gli interessi dell’oligarchia finanziaria.

I PIROMANI DELLA FINANZA

Negli Usa,dopo la crisi economica mondiale del 1929,banche d’investimento e banche d’investimento e banche commerciali vennero separate per legge e si decise che non sarebbe piu stato possibile speculare con il denaro dei risparmiatori.Furono proibiti i prodotti finanziari simili a giochi d’azzardo,per esempio i derivati,e le transizioni finanziarie internazionali vennero regolarmente attraverso il sistema fissato dalla Conferenza di Bretton Woods (1944).
Oggi,esattamente cento anni piu tardi, è di nuovo così.Ancora una volta l’oligarchia finanziaria si è annidata nel sistema, producendo grandi guadagni per gli speculatori per i loro compari e danneggiando l’economia reale.I governi si sottomettono alle imposizioni dei mercati finanziari,che i politici di spicco addirittura idolatrano.”Meglio non turbare i mercati finanziari” è una delle formule di cui anche il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble si riempie volentieri la bocca.

LA CRISI FINANZIARIA NON E’ STATA UN INCIDENTE

La crisi finanziaria non è stata un incidente.E’ stata il sintonomo di un fallimento del sistema al quale hanno contribuito tutti gli operatori:banche d’investimento,banche commerciali,debitori privati,agenzie di rating,revisori dei conti e politici.Se solo uno di questi gruppi non avesse partecipato a un sistema folle del genere,per esempio sul mercato immobiliare statunitense o dei titoli cartolarizzati e strutturati (subprime), non ci sarebbe stato un tale disastro,ma tutti sono stati al gioco.
Il capitale finanziario non è piu al servizio dell’economia reale,come pretendeva ancora nel 2008 Hannes Rehm,capo della Soffin (fondo per la stabilizzazione del mercato finanziario tedesco) e per lunghi anni amministratore delegato della Nord Landes Bank, ma è diventato il padrone dell’economia e della politica.Con il risultato che nei paesi sviluppati si fanno sempre piu ampie le differenze di reddito e patrimonio,si erodono i sistemi sanitari e pensionistici,si impediscono gli investimenti pubblici nella formazione,nella ricerca e nelle infrastrutture e vengono sempre piu privatizzati beni pubblici come la cultura e le infrastrutture.

PRIVATE EQUITY

Prendiamo in considerazione tre esempi:i cosidetti fondi di private equity,le regole sui requisiti patrimoniali per i mercati finanziari e la tassazione dei redditi da capitale.Se l’impresa fallisce,l’investitore ha comunque salvaguardato il suo capitale,se invece sopravvive,l’operatore finanziario non solo recupera il suo investimento di partenza,ma possiede anche un’azienda ancora attiva.
Le società di private equity approfittano quindi di una politica che stabilisce le regole del gioco a loro favore.Queste società sono sottoposte a norme sulla redazione dei bilanci molto meno stringenti rispetto ai gruppi industriali,mentre le aziende e le banche sono obbligate a presentare bilanci sempre piu frequenti e dettagliati sulla base dei principi contabili Ias e delle regole di Basilea 2. Inoltre un investitore finanziario spesso ottiene un prestito piu rapidamente e a condizioni piu vantaggiose rispetto a un’azienda produttiva.
L’oligarchia finanziaria è però riuscita a fare in modo che le banche d’investimento e le società che fanno speculazione possano investire con denaro altrui anche se dispongono di un capitale proprio minimo.Tutto ciò è stato confezionato ben bene a livello legislativo grazie a lobbisti e politici remissivi.

LE REGOLE DI BASILEA 2 E 3

Secondo le regole di Basilea 2 e di Basilea 3,le banche sono obbligate ad avere coefficienti patrimoniali di base pari al 5 o 6% o ancora maggiori rispetto all’attivo.Tutto questo principio suona bene,ma in realtà favorisce ulteriormente la speculazione,poichè il concetto di capitale di base è molto flessibile.Un ordine economico che libera sempre di piu le banche dai rischi della speculazione e garantisce profitti a banche,operatori dei servizi finanziari e super ricchi.

UN SISTEMA CHE FAVORISCE I REDDITI DI CAPITALE

 

Anche la tassazione dei redditi da capitale mostra come il potere si stia spostando sempre piu a favore delle rendite dell’oligarchia finanziari.Un sistema fiscale equo tasserebbe allo stesso modo tutte le entrate e farebbe delle eccezioni,stabilite a livello politico,a favore,per esempio,di lavoratori a basso reddito o per scopi sociali,culturali e scientifici.
La maggior parte delle nazioni industrializzate,invece,oggi tassa i redditi da capitale come interessi,dividendi e plusvalenze azionarie (capital gain) di fatto molto meno,in Germania con appena il 25%,rispetto alle entrate dei lavoratori.Il lavoro,inclusi i contributi sociali, viene invece tassato al 50% circa.Risultato:si favoriscono le rendite mentre la produzione viene penalizzata. 

 

Fermate l’euro disastro (2 parte)ultima modifica: 2012-01-17T17:15:53+01:00da anglotedesco
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