Il linguaggio dei banchieri (2 parte)

Questo libro consiglio di leggerlo, è uno dei tanti che spiega la mafia bancaria, ma questo non è un giornalista bensì un ex banchiere corrotto che quegli ambienti li conosce bene.
Difficilmente sentirete fare da un banchiere discorsi da estremista, mai una volta in pubblico dicono quello che scrive questo “criminale” francese che usa un tono strafottente ,non si vergogna, non pensa alla tante gente rovinata.Per molti che leggono questo blog sono cose che conoscono bene, non c’è nulla da scoprire, mi rivolgo sopratutto verso coloro che vedono il parlamentare della Lega Nord o dell’Idv come il principale responsabile, in realtà come leggerete nei pezzi che pubblicherò, i banchieri li prendono in giro, se ne fregano,comandano tutto.Forse con questo governo la gente comincia a rendersene conto anche se quando c’era Berlusconi, il problema era Ruby.  

NOURIEL ROUBINI “LA CASSANDRA DI WALL STREET”

E’ stato così che ai primi di agosto ho preso un aperitivo insieme a Nouriel Roubini,un amico economista che lavorava a New York.Mi ricordo benissimo della chiaccherata che ci siamo fatti su quella mitica terrazza,davanti agli yacht che si pavoneggiavano nella rada.
Nouril si era praticamente appena svegliato,di sicuro dopo una baldoria di quelle memorabili.Soprannominato “la Cassandra di Wall Street” a causa delle sue previsioni allarmistiche,il ragazzo ha delle ottime qualità,accanto a due piccoli difetti:va matto per le feste e non nutre il minimo rispetto per l’establishment finanziario.
Erano due anni che Nouriel si accaniva ad annunciare la fine del capitalismo,ignorato da tutti.Io lo trovavo molto simpatico,ma non davo alcun credito a quello che diceva.I miei stimati colleghi lo avevano soprannominato “Cassandra”,giusto per sfotterlo per quella sua aria cupa e un pò piena di sè.La ricchezza che ci circondava smentiva ogni giorno le sue affermazioni.Certo, la crisi dei subprime che ci era piombata tra capo e collo l’anno prima sembrava dargli ragione,ma eravamo fin troppo sicuri di noi.Non ci poteva succedere niente.
Era estate.Eravamo tranquilli e sereni.Eravamo e no i padroni del mondo?

I BANCHIERI COME DEI SALUMIERI DI POCHI SCRUPOLI

Io paragono i banchieri e dei salumieri di pochi scrupoli.In pratica, abbiamo fatto sparire i crediti ad alto rischio di cui ci volevamo liberare mescolandoli a crediti di buona qualità.Questo procedimento,con cui si ottiene un nuovo tipo di salsiccia,si chiama cartolarizzazione.Dopo di che, si smerciano i nuovi titoli a fette e sulla vendita si caricano lucrose commissioni”.
“Che cosa c’è di illegale,in tutto questo? chiese Isabelle con aria studiata.”Nulla, non è quello il problema.Quando i pezzi di carne avariata, cioè,nel nostro caso,i subprime,marciscono e diventano tossici,contaminano tutta la salsiccia,e i clienti che l’hanno mangiata si ammalano”.

“E ora,quindi,che succedera?”
“Non lo sappiamo.Secondo me,quelli che hanno mangiato troppa salsiccia non ce la faranno.Quanto agli altri, ormai sono convinti che tutti i salumieri sono imbroglioni e avvelenatori”.

“Come si fa a dargli torto”?

“Non sarò certo io a farlo.Ma temo che il crollo della fiducia nelle banche,in Svizzera e altrove,avrà effetti molto piu gravi dellamessa in discussione del segreto bancario.Enormemente piu gravi”.
Erano le dieci di sera.L’equivalente delle due di notte a Parigi.La moglie di Konrad aveva educatamente soffocato un piccolo sbadiglio.Segno che era ora di andare.
L’opinione piu diffusa, tra i banchieri,era la crisi dei subprime rappresentasse il punto culminante della crisi finanziaria.Konrad invece si spingeva ben oltre,dicendo in fondo le stesse cose che sosteneva Nouriel Roubini:il peggio doveva ancora arrivare.

CALCI NEL SEDERE AI NOSTRI CLIENTI

La verità era che la Banca rischiava sul serio di trovarsi al centro di un nuovo scandalo perchè eravamo noi che avevamo imposto la maggior parte di questi prodotti finanziari sul mercato francese.Gli altri ci erano venuti dietro,copiando i nostri sistemi,ma i piu bravi eravamo noi.E anche i piu corrotti.Ma non era piu possibile fermare la macchina meravigliosa che rimetteva in circolo i crediti inesigibili.Funzionava troppo bene.Il che voleva dire che ci sarebbero state delle perdite.Ci sarebbero andati di mezzo i nostri clienti.In quel momento,però, ero ancora convinto che saremmo riusciti a trovare una soluzione.Cosa abbiamo fatto, a partire da quel momento,almeno per avvertirli,quei clienti,per proteggerli? La risposta è niente.Anzi, vedendo che affondavano,La Banca ha messo loro un piede in testa e ha spinto giù.Ha spinto forte.

INVENTARSI FINTI CLIENTI

Un povero bambino.Anche nel modo con cui mi spiegò il metodo per fregare il sistema di sicurezza della Banca.Piu entrava nei dettagli,piu si inorgogliva.Sembrava quasi fiero di sè.In effetti i due complici avevano messo a punto un congegno abbastanza sofisticato che partiva dell’inventarsi dei finti clienti.Per fare ciò,avevamo forzato il Murex, il nostro sistema informatico.Per sfuggire ai controlli,avevano messo in piedi degli arbitraggi tra due portafogli ,uno reale,l’altro fittizio.Tutti i giorni si controllava il portafoglio vero, come è giusto,per verificare imargin calls ricevuti o regolati.Ogni contratto future sugli indici di Borsa implica un deposito,e ogni sera,dopo la chiusura della seduta,le posizioni vengono esaminate in stanza di compensazione per procedere al calcolo dei margini.A quel punto c’è piu di un controllore in grado di rilevare irregolarità:La Banca,naturalmente,ma anche il clearer dei contratti- in questo caso,il mercato dei derivati basato in Germania, l’Eurex,e la sua stanza di compensazione.Naturalmente,il sistema funziona a senso unico,come le mascelle di un coccodrillo.Gli allarmi scattano in caso di saldo negativo,proprio come capita a quei simpatici predatori la cui capacità si riassume nel serrare le fauci,stritolando tutto quello che ci sta in mezzo.Ma basta legargliele insieme con uno spago e il coccodrillo non è in grado di aprire bocca.In caso di perdite,il sistema Murex di parire bocca.In caso di perdite,il sistema Murex serra le fauci sull’anomalia.Ma se l’errore insieme con uno spago e il coccodrillo non è in grado di aprire bocca.In caso di perdite,il sistema Murex serra le fauci sull’anomalia.Ma se l’errore fa guadagnare soldi alle banche,il coccodrillo non muove un muscolo:l’errore non è mai esistito.
A un certo punto, Charles-Henri cominciò anche a tracciare uno schizzo dei punti deboli del nostro sistema di sicurezza.Non gli avevo chiesto di arrivare fin lì,ma era tanto di guadagnato.Per farla breve,da quando il sistema Murex era stato installato,il numero delle transazioni quotidiane si era moltiplicato per otto.Il nucleo del nostro reattore informatico era saturo.Si erano quindi dovuti installare dei software aggiuntivi,per assorbire a proteggere tutte le transazioni.Ognuno di essa era autonomo,e poco trasparente.I due trader si preparavano a stornare piccoli importi,inferiori alla soglia di allarme,su un conto interno, il che avrebbe loro permesso,nel giro di pochi mesi, di tirare su un bel jackpot.Un pò come una minuscola perdita d’acqua,che alla fine riempie un secchio.questione di pazienza,e di discrezione.
Gli feci i complimenti,sia per l’ingegnosità del piano sia per la mancanza di discrezione,che mi tornava utile.Mi geci lasciare lo schema che aveva abbozzato su un foglio,come prova della sua confessione.Facevo conto di usarlo per rafforzare il nostro sistema di sicurezza.Poi gli feci firmare una lettera in cui si impegnava a non rivelare nulla di tutto ciò all’esterno della Banca.
Avevo programmato per fine giornata un colloquio con il suo compare,per sottoporlo allo stesso tipo di interrogatorio,anche se era poco probabile che fosse in grado di dirmi di piu di Charles-Henri.Nell’attesa,occorreva cambiare al piu presto il sistema di sicurezza.A questo proposito,la mia segreteria mi aveva avvertito che Etienne era arrivato e stava aspettando già da un pò.Entrò nel mio ufficio,con l’aria del cane bastonato.Non avevo intenzione di usare i guanti.
“Si rende conto,vero, che dobbiamo cambiare tutto il sistema?”
“Sta scherzando?”
“Le sembra che abbia voglia di scherzare?”
“Ma è un lavoro enorme.Ci vogliono almeno sei mesi!”
“Bene,allora tanto vale cominciare subito.Cambiando tutti i codici, per esempio…”
Il capo del back office assunse un’espressione scandalizzata.
“E a che scopo? Non abbiamo mai avuto problemi con i trasferimenti”.
“Tutti i trasferimenti?”
“Ma certo! Del resto,a che servirebbe invertire i destinatari di uno swap sui cambi,o di altre transazioni del genere?”
In quel momento, mi resi conto che in realtà Etienne aveva veramente poco immaginazione.La sua reazione mi inquietò un pò.Ed ebbi l’intuizione che cambiare quei codici fosse una buona idea.
Lo congedai,lasciandogli tempo 24 ore per sistemare la questione.Avrei aspettato qualche mese prima di licenziarlo.Magari in dicembre,intorno a Natale.
Il giorno dopo mi mandò una mail.I nuovi codici erano già stati arrivati.Poco prima,evidentemente per errore (anche la tecnologia ha i suoi limiti) avevo ricevuto in copia una mail che ricapitolava tutte le modifiche effettuate,con l’indicazione dei nuovi codici.Alla fine del messaggio,aveva visto sullo schermo una breve frase che mi era piaciuta molto:”Lo stronzo vuole scaricare la colpa su di me, ma si sbaglia di grosso!”.Non c’era bisogno che Etienne ci mettesse la firma.Avevo riconosciuto lo stile.Archiviai il messaggio.Tutto sommato, forse non c’era bisogno di aspettare Natale…
 

Il linguaggio dei banchieri (2 parte)ultima modifica: 2012-01-20T16:02:24+01:00da anglotedesco
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