Cristiano Doni,Atalanta-Pistoiese e i giudici che sbagliano (1 parte)

Il calcio italiano è sempre stato falsato, quasi tutti i campionati sono stati decisi dalla criminalità organizzata che come sappiamo ha un debole per il gioco d’azzardo, per le scommesse clandestine.Mi dispiace per i miei amici milanisti ,ma anche il torneo 1987-88 fa condizionato dalla mafia.Quel Milan era senza dubbio la squadra piu forte degli ultimi trent’anni, difesa impenetrabile (in porta c’era Galli buon portiere ma niente de eccezionale ,con quella difesa faceva bella figura chiunque) ,centrocampista forti e intelligenti e attacco stratosferico, ma quello scudetto lo perse il Napoli che fu sconfitto nei due scontri diretti,ma bastava non perdere le altre e il gioco era fatto.Ci sono stati dei pentiti che lo hanno detto (ho fatto anche un paio di video che trovate sul mio canale di Youtube).

Per quanto riguarda Cristiano Doni e le interviste rilasciate a Repubblica e la Gazzetta dello Sport, io appena ho saputo che  era coinvolto ho pensato subito ad Atalanta-Pistoiese del 2000 e che la sentenza di assoluzione non mi convinceva e infatti…
In due parti,prendendo dei pezzi del libro di Carlo Petrini,pubblico gli articoli e le dichiarazioni di Cristiano Doni nel 2000. Notare la differenza da quello che dice oggi…

da I PALLONARI-Carlo Petrini (Kaos)

La sera di domenica 20 agosto 2000, a Bergamo,si gioca Atalanta-Pistoiese.La partita ,l’ultima del girone di qualificazione della coppa Italia,finisce 1-1:al 45′ del primo tempo vanno in vantaggio i padroni di casa,nella ripresa,a tre minuti dalla fine,i toscani pareggiano.Ma l’indomani l’Ufficio inchieste della Federcalcio è costretto a intervenire,perchè la Snai (il gestore delle scommesse) segnala al Coni che prima della partita c’è stata un’anomala pioggia di scommesse sull’1-x (vantaggio dell’Atalanta nel primo tempo,pareggio della Pistoiese nella ripresa),al punto che verso mezzogiorno di domenica le agenzie hanno dovuto rifiutare di accettare altre puntate sulla gara.Ci vuole poco a capire che le frotte di scommettitori “a colpo sicuro” erano parenti e amici di vari giocatori delle due squadre”.

IL TESTO DELLA SEGNALAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA SNAI AL CONI SULLA PARTITA ATALANTA-PISTOIESE.LA LETTERA E’ STATA PUBBLICATA DALLA GAZZETTA DELLO SPORT IL 24 MARZO 2001, “CENSURATA” DI NOMI E RIFERIMENTI:

“Informo che a partire dalle ore 11 di domenica 20 agosto abbiamo ricevuto delle telefonate di gestori di punti vendita che segnalavano la volontà di alcuni clienti di giocare cifre importanti sulla partita di Coppa Italia ,Atalanta-Pistoiese.Stranamente queste segnalazioni provenivano daone (Montevarchi, Verona, Reggio Calabria) dove erano già state riscontrate  giocate anomale nel maggio 2000 su partite del campionato di calcio di serie b.Montevarchi alle ore 11 si è presentato il padre del giocatore (…) conosciuto perchè frequentatore del punto,effetuando scommesse concentrate sul segno X come risultato finale.Il figlio da quest’anno è in forza al (…),lo scorso campionato militava nelle file del (…) e precedentemente ha militato anche (…).Dopo aver verificato l’anomalia di queste scommesse,in controtendenza con l’orientamento del giocatore a favore della vittoria dell’Atalanta,lo staff dei quotisti ha provveduto immediatamente a correggere le quote (da 11 a 8 e poi a 6,5).Questi adeguamenti non hanno però scoraggiato quei giocatori e, alle 13.15, abbiamo ritenuto opportuno sospendere il gioco sulle scommesse sospette,lasciando aperta solo la scommessa 1 X 2 con la condizione di minimo multiple triple”

“Scandalo in Coppa Italia” titolano i giornali.Il copione è sempre quello:un “incidente” fa scoppiare lo scandalo,e anche se si scopre l’acqua calda tutti nell’ambiente pallonaro fanno finta di scandalizzarsi.Ogni volta,si capisce che non si tratta di un episodio ma di un sistema,però si fa di tutto per circoscrivere la faccenda,per limitare “i danni”,così poi si può parlare di “qualche mela marcia” e tutto riprende come prima.La storia dello scandalo di Atalanta-Pistoiese non fa eccezione,anzi, è un magnifico esempio di ipocrisia pallonaro del Duemila.

ARTICOLO DELLA REPUBBLICA DEL 26 OTTOBRE 2000:

“La grande truffa, e a colpo sicuro.I calciatori sapevano in anticipo il risultato della loro partita (per forza:si mettevano d’accordo fra di loro),lo comunicavano a parenti e amici, e il gioco era fatto.Un salto in sala corse,qualche biglietto da centomila scommesso a quote piu che allettanti, e poi tutti all’incasso.Uno “scherzo”,questo, che alla fine della scorsa stagione è costato una decina di miliardi allo Snai: e un miliardo i bookmaker hanno dovuto pagare agli scommettitori “a colpo sicuro” di Atalanta-Pistoiese di Coppa Italia del 20 agosto (1 il primo tempo, e X il risultato finale:quota data a 11).
C’è di nuovo del marcio nel mondo del calcio,una vicenda dagli aspetti inquietanti che riapre scenari da calcioscommesse (anche se adesso sono lecite).Il procuratore federale nei prossimi giorni deferirà 3-4 giocatori di Atalanta e Pistoiese per illecito sportivo.Nessuno di loro si è presentato personalmente in sala corse,ma ha avvisato parenti e amici che quel risultato era sicuro.Non si tratta comunque di nomi di primo piano,ma di qualche giocatore (pare) a fine carriera che ora rischia un anno di squalifica.”Pesci piccoli” dicono nell’ambiente.Loro, solo loro sono rimasti nella rete dopo lunghissimi interrogatori:gli altri si sono salvati.Tutti innocenti,o le prove contro di loro sono troppo labili anche per la giustizia sportiva che si basa sugli indizi? Chissà.Nessuna colpa nemmeno per l’Atalanta (promossa quest’anno in A) e Pistoiese:i loro dirigenti non sapevano nulla di quanto stavano combinando i giocatori”.
 

Cristiano Doni,Atalanta-Pistoiese e i giudici che sbagliano (1 parte)ultima modifica: 2012-01-30T19:58:14+01:00da anglotedesco
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