Cristiano Doni,Atalanta-Pistoiese e i giudici che sbagliano (2 parte)

Il calcio italiano è sempre stato falsato, quasi tutti i campionati sono stati decisi dalla criminalità organizzata che come sappiamo ha un debole per il gioco d’azzardo, per le scommesse clandestine.Mi dispiace per i miei amici milanisti ,ma anche il torneo 1987-88 fa condizionato dalla mafia.Quel Milan era senza dubbio la squadra piu forte degli ultimi trent’anni, difesa impenetrabile (in porta c’era Galli buon portiere ma niente de eccezionale ,con quella difesa faceva bella figura chiunque) ,centrocampista forti e intelligenti e attacco stratosferico, ma quello scudetto lo perse il Napoli che fu sconfitto nei due scontri diretti,ma bastava non perdere le altre e il gioco era fatto.Ci sono stati dei pentiti che lo hanno detto (ho fatto anche un paio di video che trovate sul mio canale di Youtube).

Per quanto riguarda Cristiano Doni e le interviste rilasciate a Repubblica e la Gazzetta dello Sport, io appena ho saputo che  era coinvolto ho pensato subito ad Atalanta-Pistoiese del 2000 e che la sentenza di assoluzione non mi convinceva e infatti…
In due parti,prendendo dei pezzi del libro di Carlo Petrini,pubblico gli articoli e le dichiarazioni di Cristiano Doni nel 2000. Notare la differenza da quello che dice oggi…

 

da I PALLONARI-Carlo Petrini (Kaos)

Qualche giornale scrive che indagando su Atalanta-Pistoiese, l’Ufficio inchieste avrebbe scoperto che lo “scorso anno una organizzazione di calciatori le partite per scommetterci sopra e far scommettere parenti e amici…
Per Atalanta-Pistoiese finiscono davanti alla Commissione disciplinare,con l’accusa di illecito sportivo,otto giocatori:Cristiano Doni ,Sebastiano Siviglia e Giacomo Banchelli dell’Atalanta; Alfredo Aglietti ,Massimiliano Allegri,Daniele Amerini, Girolamo bizzarri e Gianluca Lillo della Pistoiese.Durante il processo,che comincia il 21 novembre,tra le prove esibite dall’accusa ci sono i tabulati con le numerose telefonate tra i giocatori delle due squadre prima della partita (28 chiamate solo fra l’Atalantino Doni e il pistoiese Bizzarri,amici per la pelle).Il procuratore federale,motivando la richiesta di condanna per tutti (salvo il toscano Lillo),afferma:”Il calcioscommesse degli anni 80′ era legato al Totonero e coinvolgeva i club.Quello di oggi è diverso,le scommesse sono state legalizzate,e i calciatori mirano ad arricchire se stessi,i famigliari e gli amici.Ma il fenomeno,per il calcio,è ugualmente grave”.Per l’accusatpre federale,il centrocampista 27enne Doni, star dell’Atalanta,sarebbe uno scommettitore abituale e il vero “regista” di tutte la combine.
Il 24 novembre la Disciplinare decide di non decidere,e rinvia la sentenza “considerando che nel corso attualmente accertamenti sulla posizione di altri tesserati delle due squadre da parte dell’Ufficio indagini e della Autorità Giudiziaria”.Il presidente dell’Atalanta ,Ruggeri s’incazza: “Come fa la mia squadra a giocare,con questa spada di Damocle sulla testa? Non vorrei che questo rinvio avesse un significato,e comunque è una decisione che falsa il campionato”.Protesta anche l’atalantino CRISTIANO DONI:”Stanno calpestando la mia dignità!Scommettere allo Snai con gli amici,come prima facevo con le schedine di gruppo al Totocalcio,non è un reato…Io ho sempre rispettato le regole.Se mi vietano di parlare al telefono prima della partita con gli amici-avversari,lo faccio;se mi vietano una scommessa ogni tanto,non è un problema;però devono proibirmelo con delle regole chiare.Invece ci hanno sbattuto sui giornali come delinquenti,in un processo senza prove.Mi sento preso in giro come persona”.
Due mesi e mezzo dopo,a metà febbraio 2001,vengono deferiti altri due giocatori dell’Atalanta per la partita di Coppa Italia,luciano Zauri e Fabio Gallo.”Secondo il procuratore federale,Gallo ha scommesso forti somme tramite uno zio,al quale è molto legato e che si è dichiarato giocatori abituale “spesso vincente”.Zauri avrebbe invece giocato tramite il cognato di Zauri,e alle persone a lui collegate,vengono imputate anche le scommesse effettuate su altre partite,e in particolare su quelle del 7 maggio 2000:gli incontri finiti nel mirino della magistratura sportiva sono Chievo-Atalanta e Reggina-Verona di srrie B (finite in parità) e Venezia-Bari (1-0) di serie A,sulle quali l’Ufficio indagini della Federcalcio assieme alla magistratura ordinaria stanno ancora indagando.Sulle tre gare il cognato di Zauri,in società con Doni, avrebbe puntato 7 milioni vincendone 25 (LA STAMPA, 23 marzo 2001).

Il 22 marzo ricomincia davanti alla Commissione disciplinare.L’accusa ribadisce la convinzione che Atalanta-Pistoiese sia stata “combinata” sul pareggio dai giocatori-imputati a beneficio delle scommesse di amici e parenti dei pallonari,e chiede per i 9 giocatori una squalifica di tre anni per illecito sportivo.Un giornale scrive:”Stranamente sono state lasciate fuori le due società (eppure il risultato era influente).E altrettanto stranamente nessuna indagine ha fatto la FIGC su tre partite  della passata stagione (Venezia-Bari di serie A,Chievo-Atalanta e Reggina-Verona di B),partite su cui aveva scommesso 3 milioni anche lo stesso Doni,uno che in sala ci andava spesso e volentieri”.
La sentenza della Disciplinare,il 23 marzo ,è una barzelletta,un’altra indimenticabile farsa della giustizia pallonara.Stabilisce che nessuno ha commesso illecito sportivo,ma cinque giocatori (Aglietti-Allegri-Siviglia-Gallo e Zauri) vengono condannati a un anno di squalifica per omessa denuncia a Banchelli per omessa denuncia;tutti gli altri prosciolti.Neanche “La Gazzetta dello Sport” può far finta di niente,e commenta:

“Dieci giocatori finiscono sotto processo accusati di essersi messi d’accordo per far finire il primo tempo di Atalanta-Pistoiese col risultato 1 e la fine della gara con X,questo per permettere a parenti e amici di scommettere e quindi vincere (qualche centinaio di milioni) puntando sul parziale-finale 1-X.La sentenza dice che nessuno dei dieci è colpevole di illecito o di atti illeciti.Ma dice anche che l’illecito esiste,al punto che condanna sei giocatori per omessa denuncia cito esiste,al punto che condanna sei giocatori per omessa denuncia di quest’illecito.Poi ne condanna cinque dei sei anche per comportamento non conforme alla probità sportiva:questi cinque hanno informato il mondo esterno,cioè parenti e amici,di quest’illecito,permettendo le scommesse vincenti.
Ma allora la domanda che sorge spontanea a tutti è:che illecito è? E chi lo ha messo in atto? Non le società o i dirigenti,mai andati sotto processo.Non i dieci giocatori,assolti.Allora chi? Insomma, in che cosa è consistito quest’illecito che i giocatori dovevano denunciare? Pensare che atto illecito sia il sentire che c’è un giro di scommesse su un certo risultato è un pò azzardato.E anche l’accusa di avere parlato con altri di quest’illecito,se basata postulato che l’illecito è il chiaccheraccio,diventa reale”.

 

La ridicola sentenza della giustizia pallonara a metà il presidente atalantino Ivan Ruggeri:”Non c’è stato nessun risultato combinato,infatti Cristiano Doni,che secondo l’accusa era il regista dell’illecito,è stato assolto…Ma perchè sei condanne e quattro assoluzioni,la partita era truccata o no? Forse hanno condannato i giocatori in base ai parenti che scommettono,ma allora dovrebbero squalificare tutti i giocatori italiani.
Il 10 maggio la Caf rimette le cose a posto,specialmente la logica e la tradizione:le sei squalifiche vengono cancellate,tutti assolti senza distinzioni,non è successo niente,l’Ufficio inchieste ha preso un colpo di sole.”Ho sempre avuto fiducia nella giustizia sportiva”,sospira completamente soddisfatto il presidente atalantino Ruggeri. 

 

Cristiano Doni,Atalanta-Pistoiese e i giudici che sbagliano (2 parte)ultima modifica: 2012-01-31T16:50:11+01:00da anglotedesco
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