In carcere nel periodo di Mani Pulite (3 parte)

 

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Ancora il periodo di Mani pulite ,però prometto che è l’ultima volta che ne parlo, dalla settimana passerò al momento drammatico dell’Italia e del mondo.
Il Pool facendo rinchiudere in carcere certi importanti imprenditori e politici ,ha cercato di imitare quello che succede in altri paesi dove sono una cosa abbastanza normale, in questo paese catto-comunista però non siamo abituati , non conosciamo la parola “obiettività” e in galera ci deve finire sempre il nostro avversario politico perchè in caso contrario è un complotto.
Io lo dico da tanto tempo,  il nostro non è un paese credibile perchè ci sono troppe divisioni, troppo odio tra nord e sud e finchè non arriveremo a sostituire gli esseri umani con dei computer, non c’è da metterci la mani sul fuoco per nulla, e questo non lo dico io ma i fatti, tante persone finite dentro innocenti ,anche personaggi famosi.
Io sono uno di quelli che sono d’accordo con coloro che non si dimettono quando vengono rinviati a giudizio, perchè non mi fido molto della magistratura italiana, a differenza di altri paesi dove i criteri di scelta sono diversi e danno piu garanzie.Escludo però gli organi internazionali.
Su Tangentopoli si possono dire un sacco di cose: secondo me su alcuni punti di vista hanno fatto un buon lavoro, negli anni successivi hanno fatto di tutto per inquinare la giustizia con leggi assurde.Quello che però trovo strano è che non si analizzano tutte le ipotesi, appena parli di Britannia , tutti zitti, e addirittura volano denunce.Ripeto ancora le domande che fa MARIO DI DOMENICO nel suo libro COLPO ALLO STATO:

1) C’era forse un intento occulto internazionale dietro l’improvviso scoppio di Tangentopoli?

2) Come mai tutto scoppia nel 1992,poco prima delle stragi di Falcone e Borsellino,cioè 10 giorni dopo la firma del Trattato di Maastricht dei 12 paesi membri della futura Ue e dell’Euro?

3) Come mai i Pm che prima non sentivano e non vedevano il grado della malversazione raggiunta nel campo del finanziamento illecito dei partita politici, oppure venivano zittiti dai loro capi,da quel momento in poi possono procedere?

da Eutanasia di un potere -Marco Damilano (Editori Laterza)

L’impatto tra l’universo carcerario,popolato dai vinti della vita,e gli sconfitti di una stagione politica,in molti casi irriducibili,ansiosi di tornare all’esterno per ricominciare da capo, per nulla pentiti,non può che risolversi in una vittoria per i primi,tutti ridotti alla comune condizione di poveri cristi, ignudi, affamati di protezione e carcerati.Come ammette il socialista Marco Carriera,ex presidente dell’Ipab di Milano:”La prima sera in cella l’ho passata con un marocchino,immobilizzato per una sospetta frattura della spina dorsale.Poi sono stato con Luis,un cileno.Grande umanità,mi hanno fatto scoprire una realtà nuova.Andavo a piangere nel bugigattolo,loro accostavano la porta per impedire che dal corridoio qualcuno potesse sentirmi”.O come il dc Roberto Mongini,uno dei primi a finire in cella,ai convegni di Sirmione della corrente di Antonio Gava si presentava in Ferrari,diventerà un tifoso di Mani Pulite:”E’ piu facile trovare qualcosa di veramente sincero e umano a San Vittore che non in molti altri posti della politica,magari in piazza del Gesù”.Ma per scoprirlo,sinceramente,non c’era bisogno di finire in galera.
I politici di peso,ministri,vertici di partito, arrivano in un secondo momento,la Camera dice di no alle richieste di arresto,bisogna aspettare la fine della legislsatura e la mancata rielezione:il primo,meno di venti giorni dopo le elezioni,è il vice-segretario del Psi Giulio Di Donato,il 16 aprile 1994,l’ex ministro della Sanità Francesco De Lorenzo fa il suo ingresso a Poggioreale il 12 maggio 1994,per Paolo Cirino Pomicino bisogna attendere il 6 ottobre 1995,san Bruno Abate:”Mi arrestarono alle cinque del pomeriggio,a differenza di tanti altri non mi vennero a prendere di mattina presto,e fecero bene,perchè di mattina presto io non sono mai di buon umore”.
In carcere i detenuti di Mani Pulite leggono moltissimo,perdono peso, si scambiano informazioni sui rispettivi interrogatori con la Madonna (Di Pietro),continuano a trafficare.Come in ogni universo concentrazionario,anche al Grand Hotel San Vittore ci sono i sommersi e i salvati.Ligresti,il piu potente di San Vittore,riesce in poco tempo a farsi trasferire in infermeria.”Ogni mattina,appena sveglio, infilava il suo accappatoio verde smeraldo e dopo una rapida doccia (…) si sedeva nella stanzetta del medico di turno e iniziava la chiaccherata sui suoi acciacchi”,racconta Zamorani.Con il senatore leghista Achille Ottaviani che lo va a trovare si lascia andare a considerazioni filantropiche:”Il personale del carcere è gente troppo sottovalutata,fa un gran lavoro.E’ gente che merita di piu”.
Il vero capo resta capo,anche dietro le sbarre.”Dopo dieci minuti nell’ufficio della Dia avevo preso così confidenza che stavo già seduto al posto del colonnello”,racconta Cirino Pomicino.”Arrivai in cella la sera,avevo stabilito la mia strategia.Era un arresto politico,la risposta doveva essere non legale ma politica”.O’ministro, carattere solare e tenacia a prova di galera,a Poggioreale organizza di detenuti,riceve raccomandazioni,scrive articoli con gli pseudonimi di Geronimo e di Yanez,spedisce lettere (a De Mita e a Paolo Mieli),canta con il suo compagno di cella Peppino canzoni napoletane (ma fu Lili Marleen che ci fece piangere),fa lo sciopero della fame,acqua, caffè e succo di mele,minaccia:”Vi consegnerò la mia salma impacchettata,ma giorno dopo giorno”.Quando lo rilasciano,tirano un sospiro di sollievo.
Spesso si resta in buoni rapporti:Ligresti ,dopo il rilascio,scrive una lettera di ringraziamento al direttore di San Vittore.E,qualche anno dopo,assumerà qualche ex guardia carceraria a lavorare con lui,in azienda,forse per debito di gratitudine.Agli amici del Rolex falso di Di Pietro confiderà un segreto:”Per fortuna che c’ero io.Mattioli,quello della Fiat,sembrava un passerotto ,in carcere lo avrebbero sbranato.L’ho salvato io,l’ho raccomandato a chi poteva proteggerlo.E un giorno,durante un appuntamento ufficiale, lui mi si avvicinò e mi disse solo:grazie”.Ligresti,ecco un duro che dal confronto nel carcere esce vittorioso.Non per tutti sarà così.

In carcere nel periodo di Mani Pulite (3 parte)ultima modifica: 2012-02-22T14:14:10+01:00da anglotedesco
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