Il libro che Tremonti voleva dare ai professori MMT. Grecia ed Europa

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Giulio Tremonti qualche giorno prima del SUMMIT MMT avrebbe chiesto a Paolo Barnard  se poteva girare il suo libro agli economisti presenti. il libro è USCITA DI SICREZZA.

Pubblico qualche pezzo del capitolo GRECIA,EUROPA.

Intanto Su Repubblica del 28/02/2012 Paul Krugman scrive:

“L’Italia ha avuto deficit negli anni antecedenti alla crisi, ma erano di poco superiori a quelli tedeschi (l’enorme indebitamento dell’Italia è un eredità delle irresponsabili politiche di molti anni fa)”

“Gran Bretagna e Usa possono prendere in prestito capitali a un tasso di interesse che si aggira intorno al 2%,il Giappone solo l’1%”

“Introducendo una valuta unica senza aver preventivamente creato le istituzioni necessarie a farla funzionare a dovere,l’Europa in realtà ha ricreato i difetti del gold Standart,inadeguatezza che rivestirono un ruolo di primo piano nel provocare a far perdurare la grande depressione”

“La creazione dell’Euro ha alimentato un falso senso di sicurezza tra gli investitori che ha dato briglia sciolti a enormi e insostenibili flussi di capitali nelle nazioni di tutta la periferia europea.Le spese e i prezzi sono aumentati,la produzione ha perso in competitività e le nazioni che nel 1999 avevano a stento raggiunto in equilibrio tra importazioni ed esportazioni hanno iniziato invece  a incorrere in ingenti deficit commerciali.Poi la musica si è interrotta”.

“Se le nazioni di periferia europeo avessero ancora le loro valute potrebbero ricorrere alla svalutazione,per repristinare quanto prima la propria competitività”.

da USCITA DI SICUREZZA-Giulio Tremonti (Rizzoli)

Oggi l’Europa è infatti l’epicentro di una crisi che non solo è diversa da quella americana,ma molto piu grave.Piu grave perchè non è limitata agli interessi dei privati,ma estesa agli interessi pubblici;non limitata alle banche,ma estesa agli Stati,così sommando insieme e di colpo le due forme di crisi piu note nella storia finanziaria:la crisi bancaria e la crisi statale.
E’ poi una crisi che è ancora piu grave per il fatto che la combinazione tra le sue due forme si manifesta dentro un ambiente,quello europeo,che da un lato è tale da farle esplodere a catena,come in un meltodown atomico,a causa delle interrelazioni economiche e finanziarie attraverso cui negli anni, “Europa su Europa”, si sono sviluppati tanto il Mercato comune,quanto la moneta comune;dall’altro sembra incapace di gestirle con la necessaria visione,con la necessaria forza politica.
Così che quella in atto non è solo crisi di singole banche o di singoli Stati ma,nel suo insieme,è crisi dell’intera architettatura economica e politica dell’Europa.Di riflesso,essendo l’Europa non solo l’area piu ricca del riflesso,essendo l’Europa non solo l’area piu ricca del mondo,ma anche e per questo un’area fortemente interconnessa con il resto del mondo,è essa stessa che oggi genera un rischio di crisi per il mondo.Si dice,delle banche cosidette sistemiche,che sono troppo grandi per fallire (too big to fail).Lo si ripete per gli Stati,ma con il cinico corollario che potrebbe non essere vero!Probabilmente ora si può dire lo stesso anche per l’Europa:che anche l’Europa è too big to fail.O no?

La Grecia in sè è infatti una parte piccola dell’Europa,tanto per popolazione,circa 11 milioni di persone,poco piu di una media regione europea,quanto per produzione industriale,circa il 2% del PIL europeo.Ma per questo,proprio perchè piccolo,il caso della Grecia poteva e doveva essere gestito con relativa facilità.Come si è visto,è stato l’esatto opposto.Ma è proprio questa asimmetria,tra un piccolo problema economico e la sua colossale malagestione politica,che ha sempre piu minato e mina le basi di fiducia nell’euro.Se non siete capaci di intervenire qui,si nota da fuori,figurarsi in una regione piu grande!
La Grecia è stata ed è un problema,poi, per come è entrata in Europa:con un bilancio pubblico “ombra”,a fianco del bilancio ufficiale,a sua volta truccato.
Ancora un problema,per come il suo caso è stato gestito in Europa e dall’Europa:due anni di errori consecutivi,prima nella stima della dimensione e della dinamica della crisi greca,poi nella scelta degli strumenti da applicare.Prima orgogliosamente questi dovevano e potevano essere solo “europei”.Infine,per successiva ammissione di impotenza,anche internazionali.A partire da quelli messi a disposizione del Fondo Monetario Internazionale.
Un problema poi alimentato dall’esternazione sequenziale e dalla moltiplicazione di annunci contradditori.Un coro stonato,cacofonico:la Grecia “si salva”,anzi no;la Grecia “fa default”,anzi no.Un coro al quale troppi hanno partecipato:governi,autorità, istituzioni,banche centrali e private diverse.
Ancora un problema,per gli effetti prodotti in Grecia dal trattamento finanziario curativo applicato:prima della crisi,il debito pubblico greco era pari al 119% del PIL;oggi è al 150% e, secondo le proiezioni,arriverà presto al 190%,principalmente per effetto della connessa conseguente recessione.Un caso in cui è evidente che, a seguito degli interventi curativi,a scendere non è stato il debito pubblico,ma all’opposto il PIL!
E’ così che siamo arrivati al dilemma finale fatale: la Grecia può uscire dall’euro? O no? No,si dice,a cominciare dalle ragioni giuridiche:l’uscita di un Paese dall’euro non è infatti prevista dal trattato istitutivo dell’euro.Anzi, questo è stato disegnato proprio perchè non fosse possibile:”Tutti coloro che hanno avuto il privilegio di tenere la penna per scrivere la prima versione del Trattato di Maastricht hanno fatto in modo che un’uscita non fosse possibile.Siamo stati benb attenti a evitare di scrivere un articolo che consentisse a uno Stato membro di andarsene.Questo non è molto democratico,ma è una garanzia per rendere le cose piu difficili,in modo che fossimo costretti ad andare avanti (Jaques Attali).Tutto è del resto coerente con un “illuminato” dictum di Goethe:”Il primo passo è libero,è al secondo che siamo tutti obbligati”.
E poi ancora no, si dice,per ragioni che sono insieme economiche e simboliche:il rischio classico del simul stabunt aut simul cadent.Il rischio fatale insito nella domanda:chi altri viene,dopo la Grecia? E dove arriva l’effetto domino:al doppio euro? Alla fine dell’euro? Tanto basta per porci una prima essenziale domanda:cosa ha causato,cosa causa in Europa una crisi così complessa?

Il libro che Tremonti voleva dare ai professori MMT. Grecia ed Europaultima modifica: 2012-02-29T17:01:29+01:00da anglotedesco
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