La testimonianza di Giulio Andreotti al processo Mondadori. 23 luglio 1999

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Il Lodo Mondadori, una delle storie piu vergognose del nostro paese, la piu grande casa editrice italiana (e una delle migliore d’Europa) passò dalle mani di Carlo De Benedetti a Silvio Berlusconi grazie alla corruzione del giudice Vittorio Metta da parte di Cesare Previti.
Sia chiaro che io per Carlo De Benedetti non ho nessuna simpatia; imprenditore spietato, neoliberista, che grazie al prescritto Giulio Andreotti è riuscito a penetrare in certi ambienti perchè avere buoni rapporti con Andreotti puoi avere tutte le porte aperte che vuoi, ma in questo caso gli è stato scippato e giustamente in sede civile De Benedetti ha vinto alla grande.
Che Silvio Berlusconi non sia il male assoluto è fuor di dubbio, i danni maggiori le hanno fatto le banche americane e il governo Monti sta peggiorando la situazione (lo spread non conta nulla, quando cala aumentano i disoccupati), però non può fare il primo ministro e lo è diventato perchè dei paesi sviluppati,in Italia c’è il maggior tasso di analfabetismo.
Fa pena anche chi gli dedica le lettere d’amore. Ma sai, essendo Silvio un uomo generoso, può darsi che lo accontenti dandogli spazio da qualche parte.

da GUZZANTI vs BERLUSCONI (Aliberti editore)

Dal canto suo Andreotti nei suoi ricordi tende a dare una collocazione abbastanza riduttiva alla figura del suo amico cociaro.Ecco cosa risponde quando viene ascoltato come testimone il 23 luglio 1999 da Ilda Bocassini e Gherardo Colombo:

“E’ una testimonianza a sorpresa quella resa da Giulio Andreotti,il 23 luglio 99′ ai pm Ilda Bocassini e Gherardo Colombo.Il senatore depone nel procedimento che vede Silvio Berlusconi e Cesare previti imputati di corruzzione giudiziaria:sotto accusa la sentenza della Corte D’appello di Roma che, nel gennaio 91′,garantì al Cavaliere la casa editrice Mondadori,strappandone così il controllo a Carlo De Benedetti.Davanti al pool milanese,Andreotti nega di aver opposte testimonianze.L’ex premier Dc aggiunge di aver avuto,all’epoca ,”rapporti migliori con De Benedetti che con Berlusconi”, tanto da sollecitare “norme contro le concentrazioni” anche televisive.E giura che De Benedetti lo andò a trovare “da solo,alla Presidenza del Consiglio”,per lamentarsi della sentenza romana.

ECCO I PASSAGGI DEL VERBALE:

PM: NEGLI ANNI 89/91 CHE CARICA RICOPRIVA?

ANDREOTTI: Ero presidente del Consiglio

PM: cOSA RICORDA DELLA VICENDA MONDADORI?
 
ANDREOTTI: Premetto che io ero alquanto preoccupato del concentrarsi di editoria e televisioni in grandi gruppi,indipendentemente dalla proprietà.Per questo abbiamo sollecitato norme comunitarie contro le concentrazioni,ma non avevamo un sufficiente potere per operare.All’epoca io avevo buoni rapporti con De Benedetti,che conosceva da tempo,rapporti migliori rispetto a quelli che avevo con Berlusconi.Ricordo che dopo la sentenza di Roma, De Benedetti mi venne a trovare e si mostrò molto preoccupato.Mi accennò anche al fatto che Cuccia stava cercando un compromesso.

PM:QUANDO E DOVE DE BENEDETTI CHIESE DI INCONTRARLA? ERANO PRESENTI ALTRE PERSONE?

ANDREOTTI: L’incontro avvenne alla Presidenza del Consiglio.De Benedetti era da solo.

PM: ALL’EPOCA SI DIBATTE’ ANCHE SULLA NOMINA DEL DOTTOR SAMMARCO,PRESIDENTE DELLA CORTE D’APPELLO DI ROMA,ALLA PRESIDENZA DELLA CONSOB?

ANDREOTTI: Le due vicende non si sono svolte contestualmente.Il nome di Sammarco venne fuori verso agosto del 90′.A me ne parlò Franco Piga,dicendo che anche Carli concordava.Io conoscevo Sammarco come tanti altri magistrati (per esempio Pratis ,Sgroi, Brancaccio, Pajardi) perchè componente della sezione giuridica del premio Fiuggi.Non ero in grado di valutare le sue competenze,apprezzate invece da Piga.Sta di fatto che le Camere non approvarono la proposta del governo,in ragione di forti tensioni anche nella DC e di alcune lamentele sulla corte di Roma.Non mi pare proprio che coincidano i tempi della discussione su Sammarco e della decisione sulla Mondadori.

PM: DE BENEDETTI ACCENNO’ DI NON GRADIRE SAMMARCO ALLA CONSOB?

ANDREOTTI: Assolutamento no.

PM:ESCLUDE CIARRAPICO;PRIMA DI ACCETTARE LA MEDIAZIONE SULLA MONDADORI,ABBIA CHIESTO UN SUO PLACET,COME SEMBREREBBE DEGLI ATTI?

ANDREOTTI: Lo escludo.Fu Ciarrapico a dirmi che era stato cercato da Caracciolo.Io lo sconsigliai dall’accettare.

PM:QUALI ERANO I SUOI RAPPORTI CON CIARRAPICO?

ANDREOTTI: Di amicizia.Ciarrapico era il piu grande industriale di Frosinone;inoltre presiedevo il premio Fiuggi.

PM:RICORDA DI AVER MAI PRESENTATO LUIGI BISIGNANI A DE BENEDETTI?

ANDREOTTI:Assolutamento no.

PM:RICORDA VETI SU SAMMARCO NEL CONSIGLIO DI MINISTRI?

ANDREOTTI:Assolutamente no.

PM:LE LEGGO LE DICHIARAZIONI DI CARACCIOLO

ANDREOTTI: Ne prendo atto ma ribadisco:Ciarrapico mi disse della proposta che lo ritenevo persona sproporzionata per condurre trattative tra gruppi così importanti.Peraltro faccio presente che conoscendo bene sia De Benedetti che Caracciolo,gli stessi si sarebbero potuti rivolgere a me.

Al verbale è allegato un fax spedito nel pomeriggio da Andreotti al pm BOCASSINI:”Consultati gli atti,confermo che il Consiglio dei ministri nominò Sammarco componente (e non presidente) della Consob.

La testimonianza di Giulio Andreotti al processo Mondadori. 23 luglio 1999ultima modifica: 2012-03-23T16:20:55+01:00da anglotedesco
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