10 100 1000 CARLO PETRINI,L’EX CALCIATORE MORTO LUNEDI SCORSO

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C’è stata la tragica morte di Piermario Morosini ,il centrocampista 25enne del Livorno e giustamente l’attenzione è stata rivolta a lui ma anche se non fosse morte sono convinto che a Carlo Petrini,pochi giornali avrebbero dedicato lo spazio che meritava.
In questo paese non esistono giornalisti liberi, sono tutti tifosi, sia nella carta stampata che in televisione, sia nel calcio che nella politica e basta che qualcuno faccia come Carlo Petrini, e via tonnellate di  fango inventandosi qualsiasi cosa; nel pezzo del suo libro SENZA MAGLIA E SENZA BANDIERA che pubblico sotto,ne abbiamo le prove.
Ho cominciato a sapere qualcosa su Petrini intorno al 1999-2000 quando su NOVA STADIO ,programma calcistico di Telenova che allora non mi perdevo una puntata e quasi tutte le settimane telefonavo per dire la mia al giornalista Franco Rossi (poi ci insultavamo in chat), lo ospitò per parlarci del suo libro-scandalo ,NEL FANGO DEL DIO PALLONE.Da quella sera su di lui se ne sono dette di cotte e di crude.Per un po di tempo mi sono scritto con Roberto Beccantini, prestigioso giornalista ex Stampa che ora, tutti i martedi, scrive per IL FATTO QUOTIDIANO.Tutte le volte che gli ricordavo il libro di Petrini, perdeva di lucidità essendo lui juventino (come il vicedirettore del Fatto,Marco Travaglio).Perchè non l’ha detto subito mi ripeteva il “Beck”.Facile dire così,veniva da una famiglia poverissima, non voleva mandare sua madre a far la cameriera e allora,essendo il calciatore un lavoro “regolare”, obbediva agli ordini.
Sotto invece ho inserito qualche riga del suo ultimo libro su Luciano Moggi dove ci parla della denuncia che si è beccato dall’ex direttore sportivo della Juventus che sta cercando i tutti i modi di difendersi nonostante l’evidenza.Per me ,poi ognuno pensi ciò che vuole, è l’unico capitolo interessante perchè su gli altri argomenti trattati ,si sapeva già tutto.

ADDIO CARLO E GRAZIE!

da SENZA MAGLIA E SENZA BANDIERA (Kaos)

FORTI CON I DEBOLI
 
Cosa il potere dei mass media,e l’uso crudele che molti giornalisti ne fanno,l’ho sperimentato personalmente a metà degli anni Novanta,quando ho avuto i miei casini privati finiti nelle cronache.Molti giornalisti sono così:cani all’apparenza docili, che però appena sentono l’odore del sangue diventano sciacalli e a branchi aggrediscono lo sfigato di turno, lo sbranano,lo fanno a pezzi.
Un altro assaggio di cosa sanno fare i giornalisti l’ho provato nel 2001,dopo la pubblicazione nel FANGO DEL DIO PALLONE.Un esemplare della categoria (non voglio neanche nominarlo) è venuto a Monticiano,con tanto di fotografo,per farmi un’intervista.Era tutto gentile,amicone e complice,aveva letto il mio libro e se ne diceva entusiasta.Quando ho visto l’articolo,pubblicato su un mensile,mi è andato il sangue alla testa.
Quattro grandi foto in bianco e nero, quelle dove sembravo un barbone derelitto,scelte con cura tra le peggiori.Titolo:
“L’uomo nero”.Sottotitolo: “Che fine ha fatto Carlo Petrini,l’innominabile del calcio scommesse 1980.E’ solo,povero, triste, ammalato, e molto arrabbiato”.Nel testo venivo definito “il calciatore maledetto divorato dal senso di colpa… Ex calciatore corrotto ,donnaiolo e dopato”, e si metteva in guardia il lettore sulla mia dubbia credibilità:”Sembra fare a gara con se stesso per spararla piu grossa…Personaggio controverso…Solo Dio sa se nel fondo delle sue ubbie brilla un grano di verità”.
Durante l’intervista avevo ripetuto la faccenda della partita Bologna-Juventus del 13 gennaio 1980, combinata sul pareggio dalle due società,e aveva precisato che nessuno,dopo che l’avevo raccontata nel mio libro,mi aveva smentito nè querelato.E siccome all’epoca di quella combine l’allenatore juventino era Trapattoni,ecco che il giornalistucolo si è affrettato a scrivere:”Petrini non ha ricevuto smentite, ma è nello stile bianconero non reagire scompostamente,peraltro alle accuse di un personaggio controverso…Trapattoni non è solo l’allenatore della Nazionale ,ma il portabandiera del calcio italiano, un simbolo riconosciuto di pulizia morale e competenza…Oltre a tutto,l’episodio (cioè le combine),assolutamente improbabile,è pure indimostrabile”.Poi, non ancora contento, questo campione di giornalismo si era affrettato a pubblicare una dichiarazione della Juve:”La società non ritiene Petrini un testimone attendibile e considera la sua ricostruzione talmente assurda da non essere degna di commento.Inoltre, Petrini parla di un periodo in cui la dirigenza della squadra era retta da persone diverse dalle attuali”.
Insomma, il senso dell’articolo-intervista era chiaro:Petrini è un brutto personaggio,un poveraccio sputtanato e ridotto in miseria,per cui tutto quello che dice non è credibile;la Juve non lo ha smentito per stile,e Trapattoni,attuale tecnico della Nazionale,è un sant’uomo.Ecco spiegato perchè quell’individuo è venuto fino a Monticiano per intervistarmi,e perchè poi ha sprecato quattro pagine di giornale.Farà carriera di sicuro.

da LUCIANONE DA MONTICIANO-Carlo Petrini (Kaos)

Nel gennaio del 2008 un terzetto di avvocati, in nome e per conto di Lucianone Moggi,mi ha citato in tribunale,con una causa civile,per quello che ho scritto nel libro “CALCIO NEI COGLIONI”.Il mio compaesano vorrebbe che il giudice mi condannasse a pagargli 3 milioni di euro di risarcimento danni perchè dice che lo avrei diffamato.
La “diffamazione” consisterebbe in 3 ffrasi (da un milione di euro,l’una) che ho scritto nel libro.Sono tre frasi che mi erano state ispirate dal rapporto dei Carabinieri del 19 aprile 2005,cioè il documento che aveva fatto scoppiare lo scandalo calciopoli e portato alla richiesta dei magistrati di processare Moggi per associazione a delinquere.
Si sa che i ricchi e i potenti sono circondati di avvocati, e appena possono gli piace tanto portare la gente in tribunale.Anche quando è evidente la pretestualità intimidatoria dell’atto,come in questo caso.Infatti basta leggere il testo della citazione moggiana,per capire che si tratta di una semplice provocazione.
Il signor Moggi,con ogni evidenza,è stato diffamato (dal libro) in questione,dall’onore e dell’integrità del medesimo,in relazione all’esercizio della libertà di opinione.Com’è noto i principi  regolanti tali fattispecie ruotano sulla A) gravità dell’offesa in relazione alla B) personalità del soggetto.
Quanto alla gravità dell’offerta,e per quanto riguarda l’autore,il signor Petrini è responsabile perchè apostrofa con espressioni di per sè diffamatorie e lesive dell’onore e dell’integrità personale un soggetto (Moggi),neanchre,a oggi,sottoposto a giudizio,ma solo pseuguidicato ,da conti disciplinari della FIGC e giudicato colpevole di “cena” e richiesta di arbitro per partita amichevole.

10 100 1000 CARLO PETRINI,L’EX CALCIATORE MORTO LUNEDI SCORSOultima modifica: 2012-04-22T11:30:10+02:00da anglotedesco
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