Alessandro Marmello il “Bancomat” di Renzo Bossi (1 Parte)

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Non c’è da sorprendersi,la Lega Nord è una tipica storia tutta italiana, in altri paesi difficilmente entrerebbe in parlamento.Basta tornare indietro al fallimento della Credieuronord e la presa per il sedere a migliaia di loro fedelissimi; in un paese dove la maggior parte della popolazione sa usare decentemente il cervello, avrebbe chiuso,invece da allora ha raddoppiato i voti.Robe da matti.
Ultimamente, da certi gruppi con le manie fisse che chi tocca l’euro sistematicamente viene massacrato,si sono sentiti commenti del tipo “Ma guarda un po ,proprio quella Lega che vorrebbe usare dall’Unione Europea o dall’Euro”.
Certo,la mafia europea detesta chi critica la moneta unica, ma la Lega ha sempre avuto gente ambigua e capace di fare figuracce da un momento all’altro, basta essere un po sereni e ragionare in modo obiettivo.Sono contro i clandestini e poi li hanno fatti entrare migliaia e migliaia.Perchè? Perchè servono ai loro imprenditori….

da OGGI Num 16-intervista di Renzo Mogosso

SIGNOR MARMELLO,COMINCIAMO DALL’INIZIO.QUANDO HA CONOSCIUTO RENZO BOSSI?

“L’avevo incontrato per la prima volta qualche anno fa a Pontida,durante un raduno della Lega.Ma è stato nel 2009 che mi haq proposto di fargli da autista e guardaspalle,anche in seguito alle minacce che diceva di aver piu volte ricevuto.E siccome sapeva che ho esperienza anche di arti marziali,mi ha detto che ero la persona giusta per lui.”

LEI CHE MESTIERE FACEVA PRIMA DI INCONTRARLO?

Un posto di lavoro già ce l’avevo, nel settore della sicurezza.Per prudenza,chiesi solo qualche settimana di aspettativa.Volevo capire se la situazione avrebbe potuto funzionare veramente.Così,per tre mesi l’ho accompagnato dappertutto,incassando circa 2 mila euro al mese.Il contratto a progetto,guardi, ce l’ho qui, era emesso dal Gruppo Lega Nord Padania Camera dei deputati e intestato all’allora capogruppo Roberto Cota,che oggi è il governatore del Piemonte.

SCUSI,COME SAREBBE CAMERA DEI DEPUTATI? SE NON SBAGLIO RENZO NON ERA NEANCHE CONSIGLIERE REGIONALE IN LOMBARDIA…

“Io so solo che il contratto era giustificato come “collaboratore temporaneo” a Montecitorio in carico alla Lega”.

INVECE FACEVA L’AUTISTA DI RENZO BOSSI?

“Esatto.Guidavo la sua auto privata.E scaduti i tre mesi sono tornato al mio vecchio lavoro”.

IN SEGUITO,PERO’, E’ TORNATO A LAVORARE PER LUI.

“Si.Nel 2011 Renzo mi ha di nuovo contattato per avermi nel suo staff.Questa volta con un contratto e tempo indeterminato,sempre per circa 2.000 euro netti, emesso direttamente dalla Lega Nord Padania.E firmato dal tesoriere Francesco Belsito.

QUEL BELSITO CHE SI E’ DIMESSO DALLA CARICA POICHE’ INDAGATO PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO ,RICICLAGGIO E APPROPRIAZIONE INDEBITA…

“Proprio lui.Da quel momento,era l’aprile 2011,sono diventato a tutti gli effetti lavoratore dipendente della Lega.A disposizione praticamente 24 ore su 24 di Renzo Bossi,a bordo di un’auto Alfa Romeo 159 di proprietà del partito, che in seguito fu cambiata con un’Audi 3.000 cilindrata.Mi avevano anche spiegato che da quel momento avrei avuto disponibilità di denaro contante per le spese relative al mio servizio”.

COME LE VENIVA DATO IL DENARO?

“Funzionava così:ogni volta che avevo bisogno di soldi per fare benzina,oppure pagare eventuali spese per la manutenzione dell’auto,ma anche per pagare il ristorante quando ci trovavamo,spesso, fuori Milano,potevo andare direttamente all’ufficio cassa alla sede della Lega,in via Bellerio,firmare un documento che non prevedeva giustificazioni particolari,era praticamente un foglio bianco, e ritirare ogni volta un massimo di 1.000 euro.Anche piu volte al mese”.

QUANTE VOLTE E’ CAPITATO?

“Anche due o tre volte al mese”.

BE’,FIN QUI,A PARTE LA STRANEZZA SULLA CAMERA DEI DEPUTATI,NULLA DI SCORRETTO,NO?

“Il fatto è che questo denaro mi veniva dato come corrispettivo degli scontrini e delle ricevute che presentavo.E tra queste ricevute molte mi erano state date da Renzo per coprire sue spese personali”

PER ESEMPIO?

“Poteva essere la farmacia,ristoranti, la benzina per la sua auto,spese varie,cose così.Insomma,quando avevo finito la scorta di denaro andavo in cassa,firmavo e ritiravo.Nel frattempo,Renzo Bossi aveva acquistato una sua automobile,una grossa Bmw.Mi è capitato anche di dover fare il pieno di benzina pure per la sua auto privata.Che potevo fare? Dirgli di no? Il pieno in quei casi dovevo farlo con i soldi che prelevavo in cassa per le spese della vettura di servizio”.

E LEI LO FACEVA?

“Si.Ma la situazione stava diventando preoccupante e ho cominciato a chiedermi se davvero potevo usare il denaro della Lega per le spese personali di Renzo Bossi.L’ho fatto presente a Belsito,spiegandogli che avevo pensato addirittura di dimettermi.Lui ha mugugnato qualcosa,praticamente non mi ha dato nessuna spiegazione chiara.E le cose hanno cominciato a preoccuparmi veramente”.

CIOE’?

“Insomma,io stavo prelevando soldi che ufficialmente erano destinati alle spese per l’auto di servizio ed eventualmente per le mie esigenze di autista e invece mi trovavo a passarne una parte a lui,per fare fronte anche si suoi bisogni personali”.

LEI STA DICENDO UNA COSA MOLTO GRAVE.

“E lo confermo.Erano spese testimoniate da scontrini che spesso non riguardavano il mio lavoro.Non so se lui avesse diritto a quei soldi:tanti o pochi che fossero,perchè dovevo ritiralli io? Giorno dopo giorno mi sono reso conto di aver infilato un percorso foriero di guai:perchè mai dovevo dare a Renzo soldi che la Lega mi aveva consegnato per altri scopi? Perchè non li ritirava direttamente lui?

Alessandro Marmello il “Bancomat” di Renzo Bossi (1 Parte)ultima modifica: 2012-04-26T17:06:03+02:00da anglotedesco
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