Premi Nobel contrari al pareggio di bilancio, e noi non li abbiamo ascoltati…

Avrei piacere che quello che pubblico sotto lo leggano con estrema attenzione quei ridolini (un buon numero) che vanno ad ascoltare e applaudire il “professor” Michele Boldin.A proposito ,scrive sulla sua pagine Twitter che il nuovo partito di destra che si è radunato sabato scorso a Milano, lo abbiamo corteggiato ma il “dottore della Mutua” ,ha rifiutato.Prima o poi qualcuno ce la farà a portarlo in parlamento,così quelli che in questo periodo stanno facendo il tour spacciandosi per la salvezza nazionale, si sveglieranno.

Dal 1991 al 2001 la bilancia commerciale della Germania è stata in deficit.Dal 2001 a oggi appena entrato in vigore l’euro negli scambi commerciali,è in surplus.Tutto ciò non è stato un fatto casuale.La Germania si è vista riconosciuta ragioni di scambio a lei molto favorevoli,accumulando unaq quantità enorme di risorse.Alcune delle condizioni poste all’Italia dall’Ue sono molto rischiose.Un esempio:si raccomanda al paese di ridurre il carico fiscale sul lavoro e spostarlo per esempio sui consumi.Ma in Italia questo vuol dire un aumento dell’Iva e si sa bene quanto il governo sta cercando di evitarlo perchè avrebbe una ripercussione immediata sui prezzi.Oggi in Italia un aumento dei prezzi vuol dire diminuzione del potere d’acquisto,quindi dei consumi e degli investimenti;con ciò dovremmo dire addio alla ripresa e alla riduzione del rapporto deficit-Pil.
Nel 2011,quando Obama voleva introdurre una specie di “pareggio di bilancio in Costituzione”,almeno otto premi Nobel per l’economia gli chiesero di non farlo.Non è necessario ne utile,dissero.Lo stesso vale per l’Italia,abbiamo modificato la Costituzione per accontentare la Germania sul pareggio di bilancio.

Interessante l’articolo apparso su Libero del 15 giugno 2013-Alessandro Corneli:

“La Germania attira capitali stranieri sottoscritti in Bund a tassi vicini allo zero e poi,in parte reinvestiti in Grecia, Spagna o Italia questa operazione permette un guadagno netto di circa 40 miliardi di euro all’anno e contribuisce a garantire la continuità della crescita tedesca.L’Italia vi contribuisce per quota parte”.
In base agli accordi sottoscritti in seguito alla crisi finanziaria,l’Italia si è impegnata a ridurre il debito pubblico di 40 miliardi di euro all’anno,pari a 100 versamenti Imu sulla prima casa:di questo salasso non si parla.Grazie al costo del denaro che deriva da numerosi fattori bel noti e dallo spread,in aggiunta alle lentezze specifiche della classe politica italiana che non fa le riforme,la tassazione sulle imprese,è superiore di 38 miliardi all’anno rispetto ai partner europei e spiegano in buona parte perchè muoiano 100 aziende al giorno.Così la somma tra immobilismo esterno (accordo e imposizioni europee) e interno arriva a circa 100 miliardi di euro all’anno.Si aggiunga la perdita in termini di Pil,quindi ricchezza,e l’inizio di un calo delle esportazioni che,prima o poi,doveva pure arrivare.Arriviamo cosi a circa 200 miliardi di euro all’anno,cui si devono aggiungere i circa 80 miliardi di interessi sul debito,di cui almeno 35 vanno nelle tasche di investitori esteri.In cifra tonda:tra i 200 e i 250 miliardi di euro all’anno.”

Premi Nobel contrari al pareggio di bilancio, e noi non li abbiamo ascoltati…ultima modifica: 2013-06-20T14:48:39+02:00da anglotedesco
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